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Lucio Battisti: La storia di “Eppur mi son scordato di te”

Eppur Mi Son Scordato di Te è uno dei brani più evocativi nell’intera discografia di Lucio Battisti. Da lui composta e suonata insieme alla Formula 3, il brano si basa, come i più iconici nella carriera del cantante, sul testo del leggendario autore Giulio Rapetti, in arte Mogol. Eppur Mi Son Scordato di Te uscì nel 1971, come lato B di Nessuno Nessuno, pubblicata in quell’occasione in versione abbreviata, l’originale si estendeva per ben undici minuti, tessendo atmosfere di puro stampo Progressive, protrattesi fino alla fine con una meravigliosa progressione dell’organo.

Eppur Mi Son Scordato di Te rappresenta una pietra miliare assoluta della discografia italiana; con un flavour internazionale e, decisamente, visionario per l’epoca; offerto dalla chitarra di Alberto Radius; esplicitamente ispirata allo stile travolgente del guitar hero per eccellenza, Jimi Hendrix. Ad arricchire ulteriormente il fascino della canzone, il testo, meravigliosamente catchy; che ancora oggi risuona nel cuore e nella mente di milioni di appassionati. Lucio Battisti interpretò Eppur Mi Son Scordato Di Te in versione acustica al Teatro 10, durante una trasmissione andata in onda in TV il 1° maggio del 1971. Una parte del brano fece parte del celeberrimo duetto Mina-Battisti del 23 aprile dell’anno seguente, avvenuto nella medesima trasmissione.

 Il celebre errore di Eppur Mi Son Scordato di Te di Battisti

Nel corso di un’intervista piuttosto recente rilasciata da Giulio Rapetti, in arte Mogol, per il Corriere della Sera, il leggendario autore ha tessuto le lodi di un luogo a lui particolarmente caro, Silvano d’Orba. Quel luogo, infatti, è stato per l’autore, infinita fonte d’ispirazione. Un posto magico in cui Mogol ha lasciato che le sue emozioni fluissero libere lungo gli straordinari scorci di paesaggio che ha da offrire. Proprio in quei luoghi, infatti, Mogol ha dato alla luce uno dei suoi più grandi capolavori lirici, Emozioni.

Durante il colloquio, però, l’autore ha proseguito scherzosamente incolpando Silvano d’Orba per un famosissimo errore di trascrizione di cui è venuto al corrente dopo moltissimi anni. Eppur Mi Son Scordato di Te, infatti, presenta uno dei versi più iconici nella storia della musica italiana. La celeberrima citazione “non piangere salame dai capelli verde rame”, infatti, venne in mente a Rapetti proprio mentre si trovava a Silvano d’Orba. L’autore ha spiegato che, il testo, avrebbe dovuto declamare, inizialmente “non piangere salame dai capelli rosso rame”, ma che Mogol, avesse invertito i colori a causa dei costanti riferimenti al verde rame, potente fungicida utilizzato nei vitigni, di cui aveva ampiamente sentito parlare durante il suo soggiorno.

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)