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Lucio Battisti: Ecco cosa pensò Mogol la prima volta che lo incontrò

Lucio Battisti è stato un innovatore assoluto sulla scena musicale italiana. Il suo stile e, il suo inconfondibile timbro interpretativo, l’hanno reso un’istituzione assoluta della musica italiana. Ad oggi, Lucio Battisti rappresenta un caposaldo della canzone italiana; la sua opera, del resto, è delle più prestigiose, avendo scritto alcune delle pagine più significative della storia musicale nostrana. L’apporto di Lucio Battisti sugli artisti nostrani contemporanei è dei più profondi. Questo, grazie soprattutto alla ricercatezza sonora con cui adornava i suoi brani.

Lucio Battisti mosse i primi passi come musicista nel 1962. Fu nell’autunno di quell’anno, infatti, che, trasferitosi a Napoli, iniziò a militare ne I Mattatori. Alla fine di quell’anno, però, particolarmente demotivato dalla malriuscita dei suoi progetti, il cantante decise di ritornare a casa, a Rieti. Tempo dopo, però, entrò a far parte de I Satiri, una band romana che accompagnava Enrico Pianori e che spesso suonava al Cabala, un night club romano. Fu proprio in quel locale che, Lucio, incontrò i Campioni; un gruppo più famoso che, al tempo, era alla ricerca di un chitarrista.

Dopo il rifiuto di Alberto Radius, la scelta della band ricadde proprio su Battisti, che accettò con entusiasmo. Lucio si trasferì a Milano, facendo capolino nella scena underground cittadina. Nel 1965, Lucio Battisti incontrò il discografico Franco Crepax, per poi essere notato, durante i provini, da Christine Leroux, editrice francese giunta a Milano in qualità di talent scout per la label Ricordi. Fu proprio la donna a presentare il cantante a Mogol, dando inizio allo storico idillio. In questo articolo, raccontiamo i particolari del primo incontro tra Lucio Battisti e Mogol.

Lo scetticismo di Mogol sul primo incontro con Lucio Battisti

Nel corso di una recente intervista rilasciata da Mogol per il Corriere della Sera, questi è sceso nei particolari del suo primo incontro con Lucio Battisti. In particolare, il leggendario paroliere ha rivelato di non essere rimasto per niente colpito dai brani proposti dal cantante. Mogol ha spiegato di aver incrociato il suo cammino con quello di Lucio Battisti per puro caso, vista la sua amicizia comune con Christine Leroux. In particolare, Giulio Rapetti ha detto: “Fu una mia cara amica parigina a presentarmi Lucio. Lo portò a casa mia. Lei si occupava di edizioni musicali e io ero alla ricerca di un musicista italiano da poter promuovere in Francia.

Alla luce di quanto affermato da Mogol, quindi, sembrerebbe che, la figura di Lucio Battisti sia apparsa propizia ad entrambe le parti in causa. Secondo il paroliere, però, le canzoni del giovane non erano un granché. Mogol ha spiegato di aver parlato chiaramente a Lucio che, in quell’occasione, reagì con particolare filosofia. Proprio in merito alla reazione del giovane, Mogol ha detto: “Lucio mi fece un sorriso luminoso e mi disse di essere d’accordo. Christine, invece, rimase molto male per le mie parole. Provai a mettere una pezza su quanto accaduto invitando Lucio a venirmi a trovare. In quel modo, avremmo potuto lavorare a qualcosa insieme. Da quegli incontri, nacquero le nostre prime tre canzoni, l’ultima, era 29 settembre”.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)