gtag('config', 'UA-102787715-1');

Lucio Battisti, La storia di “Il mio canto libero”

Lucio Battisti ha cantato alcune tra le canzoni più importanti della musica leggera italiana. Nel corso della sua carriera, il cantautore è stato primo in classifica così tante volte da stabilire veri e propri record. I suoi brani sono iconici e famosissimi, costituiscono dei veri e propri classici della nostra musica. In particolare, la coppia Battisti-Mogol, il primo alla composizione musicale ed il secondo che scriveva i testi, è una delle più proficue collaborazioni del panorama artistico. Le canzoni più amate di Lucio Battisti derivano tutte da questa straordinaria accoppiata. Non sono mancate, effettivamente, le polemiche, come sempre accadeva soprattutto in passato. Una delle canzoni più conosciute di Lucio Battisti è Il mio canto libero, che forse più di tutte ha generato polemiche. Scopriamo la storia di questo brano così importante.

In un mondo che
Non ci vuole più
Il mio canto libero sei tu
E l’immensità
Si apre intorno a noi
Al di là del limite
Degli occhi tuoi.

Il testo ed il significato della canzone

Il brano è la title-track di un album del 1972. Malgrado le numerose polemiche, si tratta semplicemente di una storia d’amore: Mogol si era appena separato dalla moglie ed aveva intrapreso una relazione con Gabriella Marazzi. Con lei aveva ritrovato una nuova serenità, quindi Il mio canto libero è proprio questo canto di libertà che rappresenta una nuova relazione. Altri riferimenti autobiografici sono costituiti dal riferimento a delle case ricoperte dalle rose selvatiche, ovvero un vecchio cascinale in cui Mogol andò a vivere proprio con Gabriella Marazzi.

In un mondo che (pietre un giorno case)
Prigioniero è (ricoperte dalle rose selvatiche)
Respiriamo liberi, io e te (rivivono ci chiamano)
E la verità (boschi abbandonati)
Si offre nuda a noi (perciò sopravvissuti vergini)
E limpida è l’immagine (si aprono)
Ormai (ci abbracciano).

Le accuse di fascismo a Battisti

L’aspetto curioso è che queste note autobiografiche non sono state del tutto accettate dal pubblico, che spesso ha avanzato teorie differenti sul significato del testo. In realtà, il problema non è solo di questa canzone, ma anche di altre come La canzone del Sole dove possiamo ascoltare mare nero mare nero, che si pensò essere un riferimento al fascismo. Il mio canto libero, d’altra parte, viene interpretata come un inno al fascismo, come se quel canto libero fosse proprio il Duce. I fantasmi del passato dovrebbero essere i fallimenti del passato, mentre la dolce compagna secondo alcuni sarebbe proprio l’ideologia. Naturalmente, questa ipotesi non viene confermata da Mogol.

La veste dei fantasmi del passato
Cadendo lascia il quadro immacolato
E s’alza un vento tiepido d’amore
Di vero amore
E riscopro te
Dolce compagna che
Non sai domandare ma sai
Che ovunque andrai
Al fianco tuo mi avrai
Se tu lo vuoi.
Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.