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Lucio Dalla, La bellissima storia d’amicizia dietro “L’anno che verrà”

Lucio Dalla è stato un cantautore originale, istrionico e apprezzatissimo. Sono tantissimi i suoi brani che sono diventati classici della nostra musica, come ad esempio Anna e Marco oppure Caruso, che ha ricevuto moltissime cover anche da artisti internazionali. Nella sua carriera, Dalla si è distinto per la forza dei suoi testi, per la sua personalità e per la ricercatezza musicale. Ha sempre sperimentato vari generi, come il beat, l’opera lirica, ecc. Ciò naturalmente anche grazie alle sue grandi capacità di musicista, era infatti un polistrumentista brillante: suonava il pianoforte, il sassofono e il clarinetto. Una delle canzoni più conosciute di Lucio Dalla è L’anno che verrà. Curiosamente, è anche quella il cui titolo si sbaglia più facilmente e frequentemente. Molti la identificano come “Caro amico ti scrivo”, celebre incipit del brano. Il testo ha una storia molto interessante.

Caro amico ti scrivo…

Nel 1979 Lucio Dalla pubblica un album che prende proprio il suo nome. Di questo disco fa parte proprio L’anno che verrà, cantata già nel 1978.

Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò
Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va.
Già ascoltando il testo semplicemente si può capire come la tematica principale della canzone sia l’amicizia. A quanto pare sarebbe dedicato a Giuseppe Rossetti, un amico carissimo di Dalla che venne arrestato poiché incastrato per ragioni politiche. Si racconta che proprio Dalla passò la notte di Capodanno in compagnia del suo amico in prigione e compose la canzone in casa sua. Tuttavia, non è l’unico amico a cui sembra dedicato il brano. Infatti, Lucio Dalla sistemò il testo insieme con Michele Casali, un frate domenicano, secondo dedicatario della canzone.

Il messaggio di speranza

Il testo in generale è allora strutturato, come il celebre incipit ci dice, come una semplice lettera ad un amico. Si parte in maniera semplice, fino ad arrivare alla conclusione che è in realtà un grande messaggio di speranza. Infatti, Lucio Dalla ne approfitta per descrivere la società ed il mondo a cui appartiene, con le sue problematiche, ma la conclusione è assolutamente positiva.

Si esce poco la sera
Compreso quando è festa
E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno
Ogni Cristo scenderà dalla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno.
Così L’anno che verrà ci racconta l’amicizia, ma ci offre anche un importante incoraggiamento per il nostro futuro.
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.