gtag('config', 'UA-102787715-1');

Lynyrd Skynyrd, la storia di quel sogno che rese immortale la band

Quale è la storia di quel sogno che rese immortale la band dei Lynyrd Skynyrd? Ovviamente stiamo parlando di un pezzo davvero pazzesco, una canzone eterna, amata da milioni e milioni di ascoltatori e che è sempre stata descritta come la canzone on the road per eccellenza. Il pezzo ha avuto un successo molto alto quando uscì nel 1974 (precisamente ad agosto) tanto da raggiungere la posizione numero 8. Sapevate che il brano uscì come una sorta di risposta a due canzoni di Neil Young, Alabama e Southern Man, in cui il cantautore critico l’Alabama e il razzismo in America verso i neri? Stiamo parlando di Sweet Home Alabama.

Una canzone contro Neil Young

Il pezzo presenta anche un riferimento molto ampio ed evidente verso Neil Young. Egli ha dichiarato di aver sempre apprezzato il pezzo in questione e di essere sempre stato un fan del cantante della band Ronnie Van Zant. Disse di essere veramente fiero e orgoglioso di leggere il suo nome in una canzone di un gruppo così importante per la storia del rock americano. Addirittura Neil Young la cantò in qualche concerto mentre Ronnie Van Zant scelse di indossare una maglia con la faccia di Neil Young in più di qualche live. È bello pensare come una canzone così “anti-Young” sia stata così apprezzata dal cantautore statunitense.

La genesi del brano immortale

Ma come è nato quel sogno che rese immortale la band? Partì tutto da Gary Rossington che stava suonando un riff di chitarra a caso. Ed King lo sentì e si innamorò immediatamente di quel riff ma ancora non aveva l’intera canzone in testa. Disse che tutto gli venne in mente mentre sognava quella sera, assoli compresi, e il giorno dopo decise di presentare il pezzo, come lo aveva pensato, al resto della band. Fu poi compito di Ronnie Van Zant di costruirci sopra il testo. Se ascoltare bene, il riff originale si può sentire nella parte finale di questo pezzo immortale dei Lynyrd Skynyrd.

Nessuno di questi originario della California (o quasi)

La chitarra suonata da Ed King in studio è una Fender Stratocaster del 1972 che ora è esposta nella Rock and Roll Hall of Fame Museum di Cleveland, in Ohio. Pensate, una curiosità, che nessuno dei compositori è nato in Alabama. Ronnie Van Zant e Gary Rossington erano originati della Florida, entrambi nati a Jacksonville, anche Ed King non era originario della California in particolare, ma della città di Glendale, quasi al confine della California.

La canzone è razzista?

C’è una parte della canzone che è piuttosto particolare ora che la si nota veramente. Molti pensavano che il pezzo fosse un elogio allo schiavismo californiano, ma non è mai stato così. C’è una parte che si riferisce in particolare al governatore George Wallace che sfruttò il pezzo per uno scopo molto discutibile. Questo governatore fece credere in particolare che i Lynyrd Skynyrd non fossero d’accordo con la desegregazione, visto che il governatore rappresentava “segregazione ora, segregazione domani, segregazione per sempre”. Il brano non era a favore dello schiavismo.

Share

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.