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Metallica, Kirk Hammett svela: “in futuro vorrei provare a suonare alcuni pezzi di…”

I Metallica hanno scritto pagine indelebili nella storia della musica e, su questo, non ci piove. Il contributo di James Hetfield, Kirk Hammett, Lars Ulrich e Robert Trujillo, infatti, è stato a dir poco fondamentale per l’ascesa dell‘heavy metal. La band statunitense ha composto alcune delle canzoni più significative di questo genere: Nothing Else Matters, Enter Sandman, Unforgiven, One, Sad But True e tante altre ancora. Il chitarrista del gruppo, Kirk Hammett, si è invece recentemente soffermato sulla cover eseguita dai Metallica a cui è maggiormente legato e su alcuni pezzi che vorrebbe eseguire in futuro.

Kirk Hammett: “ecco qual è la cover suonata dai Metallica a cui sono più affezionato”

Kirk Hammett, recentemente intervistato da Kerrang!, ha rivelato qual è la cover suonata dai Metallica a cui è più affezionato: “Beh credo proprio si tratti di Last Caress dei Mistifs: è così veloce e dinamica. Ma in verità adoro molte delle cover che suoniamo.”

Il musicista si è poi soffermato su alcune cover che gli piacerebbe suonare in futuro con la sua band:
“In futuro, invece, mi piacerebbe suonare dal vivo con i Metallica qualche pezzo di Ronnie James Dio dei Rainbow. Penso sarebbe davvero magnifico, soprattutto per me che sono sempre stato un grande fan di Dio e dei Rainbow.”

Le iniziali difficoltà del chitarrista con il resto della band

I Metallica, nati a Los Angeles nel 1981, grazie alla loro grinta e alla loro aggressività, sono entrati di diritto nei big four del thrash metal insieme a leggendarie band come gli Slayer, i Megadeth e gli Anthrax. Nonostante una carriera piuttosto florida, col tempo, non sono certo mancate incomprensioni e disguidi tra i membri della band. A rivelarlo è stato lo stesso Kirk Hammett che, durante un intervento per la rivista americana Rolling Stone, ha confessato che molto spesso la band era in disaccordo con le sue idee:

“Ogni volta che produciamo un nuovo album con i Metallica cerco sempre di mettere quel qualcosa in più, quel tocco personale. Molto spesso, però, ciò non mi viene permesso. La verità è che io sono un fan della musica in generale: sono capace di spaziare dal blues al rock, dal jazz alle ballate dell’Est Europa. Io sarei capace di suonare questo e tanto altro ancora, ma purtroppo nessuno riesce a capirlo. Quando pubblichiamo un nuovo singolo cerco sempre di aggiungere una novità, un qualcosa di singolare e soggettivo e magari anche di jazzistico. Capita, però, che molto spesso mi fermano ancor prima di iniziare: “no, non ci siamo, troppo blues”, oppure ancora: “no così non va bene, troppo jazz”. 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)