nothing-else-matters-james-hetfield

La storia di Nothing Else Matters, capolavoro dei Metallica

Probabilmente parliamo di una di quelle canzoni che non hanno bisogno di presentazione. Nothing Else Matters è un singolo del gruppo statunitense Metallica. Terzo estratto del Black Album, venne pubblicato il 20 Aprile 1992. James Hetfield, cantante e frontman della band, dichiarò di averlo dedicato alla sua prima ragazza. In un primo momento, trattandosi di un testo molto intimo e personale, non era intenzionato a includerlo nell’album. Quando Lars Ulrich – batterista dei Metallica – sentì la traccia, volle inserirla a tutti i costi. I retroscena di Nothing Else Matters sono pieni di aneddoti e curiosità, a partire dalla scrittura del testo fino ad arrivare al video musicale. Scopriamo qualcosa di più su questo grande successo dei Metallica.

Video musicale: le critiche a Lars Ulrich

La regia del video musicale di Nothing Else Matters venne diretta da Adam Dubin e il lavoro pubblicato il 25 Febbraio 1992. La clip mostra una sere di filmati, girati durante le sessioni di registrazione, e alcuni estratti del DVD A Year and a Half in the Life of Metallica. Quest’ultimo ripercorre il periodo di incisione e registrazione del quinto album in studio dei Metallica. Il DVD è strettamente collegato a Nothing Else Mattes, data la presenza di clip sulle sue fasi di sviluppo e creazione.

Il video musicale dell’iconico brano dei Metallica suscitò tuttavia scalpore per un’altra ragione. Si può infatti vedere una scena in cui Lars Ulrich lancia una freccetta sul poster di Kip Winger, allora leader della band Winger. Intervistato da Julia Bueno per Lokaos Rock Show, Winger affrontò direttamente l’argomento della disputa. “Non ho mai incontrato i Metallica […] Non so perché sia successo. E’ un pò immaturo sminuire altri musicisti e cose così. Credo che fossero alle stelle per essere una delle più grandi band dell’epoca, e lui aveva qualcosa contro di me. Non ne ho veramente idea”.

Il lato tenero del metal

Nella mentalità collettiva il metal non è di certo associato alla tenerezza o alla dolcezza. L’immagine stessa di chi ascolta questo genere viene, erroneamente, abbinata a personaggi oscuri e duri. Nella verità dei fatti si parla semplicemente di un modo di comunicare, di esprimere ciò che si sente dentro. Basti pensare ad un aneddoto che lega i Metallica alla città di Los Angeles. Quando nel 1988 la band capeggiata da James Hetfield arrivò nella città degli Angeli per riscuotere i guadagni dell’album And Justice for All, fu avvicinata da alcuni senzatetto che dormivano nelle gallerie della metropolitana. Il gruppo pagò a quegli uomini una settimana di vitto e alloggio in un hotel di Los Angeles e ad ognuno di loro vennero donati 5 mila dollari. Kirk Hammett, che aveva con sé una telecamera, immortalò quella serata e alcuni estratti sono contenuti nel video di Nothing Else Matters.

James Hetfield e la scrittura del testo

Come già detto, Nothing Else Matters è stata dedicata da Hetfield alla sua prima ragazza. Il cantante raccontò di averla scritta con una mano sola, mentre stava al telefono con la donna. In un primo momento, turbato all’idea di pubblicare una cosa così intima e personale, non voleva inserirla nell’album. Poi, su insistenza di Lars Ulrich, il brano defluì nella track list del Black Album. La canzone è una ballata romantica, abbastanza atipica nel repertorio della band statunitense. In un’intervista per Village Voice, lo stesso Hetfield aveva cercato di spiegare il significato di Nothing Else Matters: ” […] è un testamento di onestà ed esposizione di sé, di far uscire fuori il vero te stesso, correndo il rischio, accettando la scommessa che qualcuno stia per entrare nel tuo cuore […]”. Il significato personale si fonde con un senso collettivo, con il consiglio di rendersi aperti e vulnerabili al prossimo per sentirsi vicini. Estendendolo in questo senso, il pezzo si connette con così tante persone che trascende la relazione amorosa.

Cambio di direzione dei Metallica

Con Nothing Else Matters per la prima volta i Metallica si allontanano dal trash metal del primo periodo e deviano verso il sound che li farà balzare in cima alle classifiche mondiali. Il virtuoso della chitarra Kirk Hammett, bravissimo nei pezzi complessi e pieni di tecnicismi, viene temporaneamente messo in panchina. Anzi, l’intenzione di James Hetfield è quella di registrare in prima persona l’assolo. Il nuovo produttore, Bob Rock, consiglia al frontman di cantare, non di urlare. Dritta tutt’altro che scontata nella resa finale delle atmosfere e del significato di Nothing Else Matters. Il pezzo, a differenza di altri che partivano dolci per poi indurirsi, rimane una ballad rilassata dall’inizio alla fine. “Tutta la mia attenzione era sul pubblico […] Credevo che si sarebbero guardati l’un l’altro senza trovare una spiegazione e avrebbero vomitato” dirà poi Hetfield, preoccupato di presentare un lento a dei fan abituati a ben altri regimi. Ma, inaspettatamente, Nothing Else Matters diventa uno dei pezzi più richiesti dei concerti dei Metallica.

Share

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.