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Mia Martini e quell’omaggio a John Lennon dei Beatles

Mia Martini è stata una delle cantautrici più appezzate della musica italiana. La sua bellissima voce e le canzoni che vantano compositori e parolieri tra i migliori del genere hanno suscitato l’interesse di molte persone. Purtroppo, a far parlare di lei c’è anche la sua triste storia e morte ancora nel dubbio. Oggi ne ricorre l’anniversario della morte ed è un dovere ricordarla in quanto è stato proprio il mondo dello spettacolo a porre fine alla sua vita. Un aneddoto interessante su di lei riguarda una cover che fece di una canzone di John Lennon: Mia Martini, infatti tradusse in prima persona un brano dell’ex Beatle.

Le malelingue contro il talento

Mia Martini ebbe fin da subito grande successo grazie al suo talento vocale ed alle canzoni composte da grandi nomi. Il suo primo album Oltre la collina è considerato uno dei primi concept album italiani e tratta tematiche particolarmente delicate. La novità e il talento della Martini le portarono grande successo, finché qualcosa cambiò. Infatti, si diffusero una serie di malelingue sul suo conto, arrivando ad asserire che portasse sfortuna. Molti raccontano che quando si recava in un bar le persone andavano via per paura della iella. Oppure ancora che quando viaggiava per i tour in aereo doveva stare in terza classe, lontana dai colleghi. Come sappiamo, questa situazione portò Mia Martini ad una profonda crisi psicologica, cui si aggiungevano peraltro varie vicissitudini amorose. Per un periodo si ritirò dalle scene ed il simbolo della sua rinascita e del suo grande ritorno è senza dubbio Almeno tu nell’universo, con la quale partecipò al Festival di Sanremo del 1989 vincendo il Premio della critica (premio che adesso si chiama “Mia Martini” in suo onore).

Mia Martini traduce John Lennon

Il secondo album della Martini si chiamò Nel mondo, una cosa. Il singolo Piccolo uomo è una delle canzoni più famose di Mia Martini ed uscì insieme a Madre. Questo brano è la traduzione della canzone Mother di John Lennon. Più volte, soprattutto negli anni 70, i cantautori italiani si cimentavano in traduzioni di classici del rock, a volte in modo maldestro. Tuttavia, Madre non è tra queste. La traduzione viene naturalmente adattata allo stile ed alla femminilità di Mia Martini, ma la delicatezza dell’originale non si è persa né è stata offesa. Il dramma che Lennon narrava nella sua canzone era quello dell’abbandono, in riferimento alla separazione dei suoi quando era piccolissimo, i quali lo lasciarono dalla zia. La differenza principale tra le due canzoni sta nel fatto che Mia Martini affermi “perdono”, cosa che diminuisce il tono d’accusa verso i genitori invece aspra dell’originale.

“Fratello non fare come me.
No, correre non puoi se non sai
camminare. Lunga è la strada che
mi riporta a casa e
non finisce mai, mai.
Madre perdono, fammi tornare.
Padre perdono, voglio tornare”.
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.