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Michael Jackson, Ecco perché è diventato il re del pop

Credo che questo sia il motivo dell’esistenza stessa dell’arte. Sento di essere stato scelto come strumento, solo per dare musica, per dare amore e armonia al mondo. Ai bambini di tutte le età e adulti e adolescenti.

Questa è la spiegazione che Michael Jackson dava dello scopo della sua vita in un’intervista a Oprah Winfrey. In varie interviste tra cui questa ha spiegato diversi aspetti della sua musica e raccontato aneddoti sulla sua carriera. Una carriera straordinaria che ha comportato diversi sacrifici, ma che ha permesso a Michael Jackson di diventare per tutti noi il re del pop.

Rinunciare all’infanzia per il proprio talento

Michael Jackson aveva sicuramente un talento naturale, ma ha anche lavorato sodo per coltivarlo. Si avvicina alla musica da giovanissimo grazie all’influenza del padre, con cui come sappiamo non avrà poi in futuro il migliore dei rapporti. Fin da bambino, allora, con i suoi fratelli forma i Jackson 5. Nella sua autobiografia Moonwalk, come in molte interviste, ha spiegato quanto sia stato difficile per lui da bambino stare chiuso nelle sale prove a lavorare, mentre vedeva gli altri giocare. Una mancanza di libertà ed una perdita dell’infanzia che lo ha segnato tutta la vita. A questo tema ha dedicato il suo brano Childhood, difendendosi anche da alcune congetture su di lui.

Have you seen my childhood?
I’m searching for the world that I come from
‘Cause I’ve been looking around
In the lost and found of my heart
No one understands me
They view it as such strange eccentricities
‘Cause I keep kidding around
Like a child, but pardon me
People say I’m not okay
‘Cause I love such elementary things
It’s been my fate to compensate
For the childhood
I’ve never known.

Michael Jackson diventa il re del pop

Quando era già nei Jackson 5 si notava che il più piccolo di tutti avesse qualcosa in più. Così, era solo questione di tempo prima che la creatività del piccolo Jackson venisse fuori. Dunque, una carriera solista, finché, racconta da Oprah, Elizabeth Taylor lo chiamò “king of pop” così come molti altri. Nel corso della sua carriera i record al re non sono mancati e nemmeno le innovazioni. Il suo perfezionismo con la sua meticolosità si sono rivelati moltissime volte. Nell’ideazione dei videoclip musicali, diventati veri e propri lungometraggi con budget cinematografico, che hanno rivoluzionato la stessa idea di video per le canzoni. Poi ancora, nella danza e nei concerti, curati nei dettagli. Michael Jackson ha sempre sofferto la sua fama, ma è stato sempre molto consapevole di essere esclusivamente destinato a questo. Forse anche per queste ragioni non è mai stato un artista come gli altri.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.