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Michael Jackson, Perché non amava i classici videoclip?

Michael Jackson è stato uno degli artisti più rivoluzionari di tutti i tempi per diversi aspetti. Infatti, non si tratta semplicemente di un musicista, ma di un intrattenitore particolarissimo e unico nel suo genere. Oltre alla musica, Jackson si è sempre dedicato molto alla presentazione delle canzoni, curando quindi aspetti che andavano al di là della semplice composizione. Innanzitutto il look, che come sappiamo sempre di più assume un’importanza centrale, anche se naturalmente senza il supporto di un buon prodotto musicale è nulla. Alle sue canzoni, inoltre, Michael Jackson ha saputo abbinare dei videoclip assolutamente particolari, non amando i classici brevi e spesso asettici video delle canzoni, ma volendo sviluppare vere e proprie storie con essi.

Michael Jackson e i videoclip cinematografici

Nella sua autobiografia dal titolo Moonwalk, di recente pubblicata in una nuova edizione italiana, Michael Jackson spiega come non abbia mai voluto di fatto realizzare un classico videoclip ad esempio con la sua Thriller.

“Volevo ottenere il miglior cortometraggio musicale possibile. Nemmeno il termine ‘video’ mi soddisfa. Sul set, avvertii tutti quanti che si trattava di un film, per cui la mentalità doveva essere quella cinematografica. Volevo la gente più del settore”.

– Michael Jackson, Moonwalk

Sappiamo tutti che spesso una canzone viene presentata con un videoclip che però non la riguarda direttamente. Addirittura capita che le immagini sembrino casuali o presentino semplicemente l’artista. Di contro, il videoclip di Thriller si basa sul principio contrario: bisogna sostanzialmente esprimere una storia che possa, quasi come un film, coinvolgere lo spettatore. Questo aspetto viene rispecchiato proprio anche dal budget che accompagnò i videoclip.

Da Thriller fino ai grandi film

Inizia tutto con Thriller, che come sappiamo ha come centro fondamentalmente una storia di genere horror, come poi sarà anche per Ghosts, notevolmente più lungo ed anche quello con maggiore budget della storia e riunisce canzoni ancora una volta a tema horror, molto presenti nella discografia del re del pop. Con uno stile hollywoodiano, quindi, si realizzano veri e propri lungometraggi. Da questo, Michael Jackson è uscito dal semplice videoclip per approdare a film. Pensiamo a Moonwalker, film del 1988 che di fatto è un lungometraggio antologico. Infatti, riunisce i videoclip delle canzoni in un’unica storia. A questo film appartengono i video di: Badder (parodia del video di Bad), Speed demon, Leave me alone e Smooth Criminal. Vista la lunghezza dei vari videoclip, spesso sono diventati però più famosi in “short version”, ovvero nelle versioni tagliate che però vanno a comunque a rimuovere la storia vera e propria, che si sviluppa come in un film.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.