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Morte di Kurt Cobain: le foto della scena del crimine rimarranno segrete

Un nuovo capitolo nella vicenda della morte di Kurt Cobain che, per qualcuno, potrebbe rivelarsi un’ennesima conferma della teoria cospirazionista secondo la quale Kurt Cobain non si sarebbe tolto la vita. Le foto della scena del crimine del leader dei Nirvana rimarranno private, a seguito dei numerosi tentativi, anche nel mondo dello spettacolo, di scoprire la verità dati i numerosi dubbi che aleggiano intorno alla morte dello statunitense. Che cosa bisogna pensare a seguito di questa decisione?

La decisione della Corte d’Appello sulle foto della scena del crimine di Kurt Cobain

La Corte di Appello di Seattle ha deciso di confermare una decisione già presa nel 2015, secondo la quale non sarebbero potute essere divulgate le foto della scena del crimine di Kurt Cobain. La morte del leader dei Nirvana è avvolta dal mistero e dalla cospirazione, e sempre più persone condividono la possibilità che il suicidio non sia una pista praticabile e che, più nello specifico, Cobain sarebbe stato ucciso, probabilmente per volere della sua moglie Courtney Love. 

A scavare in fondo a questa vicenda c’è, da molti anni, Richard Lee, conduttore televisivo di Seattle che cerca di trovare, nelle foto della scena del crimine, tutti gli elementi possibili per confermare o negare la teoria. Già nel 2015 l’accesso a questo materiale gli era stato negato ma, con la nuova decisione, non c’è attualmente possibilità per l’uomo di osservare da vicino i reperti della polizia di Seattle. 

La battaglia di Richard Lee, conduttore televisivo di Seattle

La decisione della Corte d’Appello di tenere private le foto della scena del crimine di Kurt Cobain è arrivata a seguito della battaglia, da parte di Richard Lee, di scoprire la verità in merito alla morte del leader dei Nirvana. Il conduttore televisivo di Seattle è convinto che la morte di Kurt Cobain, avvenuta nel 1994, sia frutto di un omicidio e non di un suicidio, e cercherebbe conferma attraverso le immagini.

Per questo motivo, non può che essere deluso dalla decisione della Corte: “Naturalmente ci si sente orribilmente offesi da un rifiuto completo di tutte le argomentazioni legali che hai avanzato, specialmente quando si tratta di così tante contese separate sui vari tipi di divulgazione richieste. – ha spiegato il conduttore – […] D’altra parte, questo rende il pacchetto più ordinato da portare alla Corte Suprema di Washington, in modo che non stia combattendo questa cosa su due fronti, la Corte Suprema e qualunque altra questione possa essere stata rinviata alla Corte Superiore. “

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.