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E’ morto Scott Walker, il cantante che ispirò David Bowie

E’ morto a 76 anni Scott Walker, cantante e compositore statunitense naturalizzato britannico, che ispirò artisti internazionali come David Bowie e Nick Cave. A dare l’annuncio la 4AD, la casa discografica di Walker. Non sono state ancora rese note le cause del decesso.

Addio a Scott Walker, icona degli anni 60-’70: carriera e i The Walker Brothers

Scott Walker è stato uno degli artisti più talentuosi e iconici della scena inglese degli anni ’60-’70. La sua etichetta discografica, 4AD, ha dato il triste annuncio della sua morte in un lungo messaggio: “E’ con grande tristezza che annunciamo la morte di Scott Walker […] Per mezzo secolo il genio dell’uomo nato Noel Scott Engel ha riempito la vita di migliaia di persone – continua la dedica a Walker – è stato un titano unico […] audace, curioso ha prodotto lavori che avevano l’ardire di esplorare la vulnerabilità umana e l’oscurità atea che la circondava“.

La carriera del cantante e compositore è stata all’insegna di un’arte poliedrica e ricca. Se è conosciuto oggi come uno degli artisti più originali della scena internazionale, con la sua caratteristica voce scura e profonda, i suoi inizi furono del tutto diversi. La sua parabole artistica vide la propria origine nei The Walker Brothers, una delle boy band più note nell’Inghilterra degli anni ’60. Il gruppo divenne famoso soprattutto per pezzi come Make it Easy on Yourself e The sun Ain’t Shine (Anymore). Mentre il trio guadagnava credito e successo, Scott Walker scriveva la musica con la quale avrebbe lanciato la sua carriera da solista.

Scott Walker solista, musica e influenze

Il Guardian definì la musica di Walker “epica e psichedelica”. Il transito dai Walker Brothers alla sua arte fu una cesura totale. Sonorità uniche e all’avanguardia che portarono alla composizione di Scott1,Scott 2, Scott 3 e Scott 4, prima di scomparire dalle scene musicali. “Scott riemerse nei ’90 con un lavoro che faceva molta attenzione ai testi e decostruiva la musica – continua la nota della casa discografica 4AD – le epiche apocalittiche di Scott usavano il silenzio come effetto del mondo reale”.

Scott Walker è stato un vero artista visionario e avanguardista, che ha toccato e influenzato moltissimi musicisti con la sua musica e i messaggi che le faceva veicolare. Thom Yorke, dei Radiohead, ha sempre riconosciuto l’enorme influenza di Walker sulla band e su di lui, “mostrandomi come potessi usare la mia voce e le mie parole”.  In Gran Bretagna Scott Walker divenne una figura di culto, con i suoi testi esistenzialisti e profondi, cupi e provocatori, ispirando profondamente, tra gli altri, Nick Cave e David Bowie.

David Bowie in particolare non rimase mai indifferente ai testi cinematografici e intellettuali di Scott Walker, che attingeva a Camus, Sartre, alla storia e alla letteratura. L’arte di Walker aprì a Bowie un mondo intero che vide la sua ascesa nel momento in cui l’altro scompariva dalle scene musicali negli anni ’70. Il ritorno vero e proprio di Scott avvenne nel 1984 con Climate of Hunter, un lavoro coraggioso e in salita, che non frenò la deriva sperimentale e dissonante della sua musica. I suoi lavoro successivi divennero sempre più inaccessibili. Come la sua arte, così lontano e inaccessibile divenne anche l’artista.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.