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Motley Crue, Nikki Sixx: ‘ad avere delle dipendenze non si può che finire sottoterra’

Nikki Sixx, al secolo Franklin Carton Serafino Feranna Jr., è sempre stato uno dei membri più attivi dei Motley Crue e, per ‘attivo’, non intendiamo solo ed unicamente da un punto di vista musicale. Si, insomma, il membro fondatore dei Motley Crue nella sua lunga e prolifica carriera ha avuto non poche esperienze con le droghe e, oggi, non ha problemi a parlarne.

Le esperienze passate di Nikki Sixx

Nikki Sixx ha una certa esperienza nel campo delle droghe e, di tanto in tanto, rilascia qualche intervista in cui parla delle sue esperienze presenti e passate. Di recente lo storico bassista dei Motley Crue ha partecipato ad un evento di beneficenza –Artists for Recovery– e, tra le altre cose, ha avuto anche modo di aprire una lunga parentesi sulle droghe e sullo stereotipo della classica rock star sottomessa alle dipendenze.

“Mi ci sono ritrovato anche io in certe situazioni quando avevo venti anni e penso non ci sia via di scampo a certe cose: si finisce inevitabilmente in una bara.” Ha spiegato Nikki Sixx durante il suo intervento, aggiungendo: “Non c’è assolutamente niente di bello e piacevole nell’avere dipendenze.”

Vale la pena ricordare che, a parlare, è un uomo che ha avuto non pochi problemi con alcool e droghe. Un uomo che, poco più che ventenne, si ritrovò ad un concerto dei Rolling Stones a vendere droga.

“Quando ero ragazzino mi ritrovai a vendere mescalina durante uno spettacolo dei Rolling Stones e, naturalmente, fui beccato. All’epoca avevo assolutamente bisogno di cambiare aria e, per un po’ di tempo, mi allontanai da quel giro. Trovai un lavoro in fattoria e fortunatamente iniziai a guadagnare soldi in modo pulito.”

Il bassista dei Motley Crue: ‘ad avere delle dipendenze non si può che finire sottoterra’

Nikki Sixx ne ha commessi di errori nella sua vita e, forse, sono serviti anche a farlo rigare dritto. Oggi il bassista dei Motley Crue sembra molto più maturo e responsabile e, in quanto tale, può permettersi anche di elargire consigli e raccomandazioni alle nuove generazioni:

“Naturalmente mi sono divertito tantissimo nei miei anni da bevitore e tutto il resto, ma ora tutto ciò appartiene al passato. Erano altri tempi, erano gli anni ottanta e, all’epoca, la cocaina era ovunque. Tutti, ma proprio tutti, si divertivano e facevano pazzie. Si finiva sempre per distruggere la stanza d’albergo o cose del genere. Oggi sono un adulto con dei figli e, guardandomi indietro, mi domando cosa si possa fare per sfatare questo mito delle rockstar e delle dipendenze.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)