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Muddy Waters: Quella volta che rischiò la vita in un incidente d’auto

Nato McKinley Morganfield a Rolling Fork, il 4 aprile del 1913; Muddy Waters è stato uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi. Attraverso la sua opera, Muddy Waters è diventato il padre del Blues di Chicago e; ad oggi, viene considerato come uno dei più grandi bluesmen di sempre. Morganfield, del resto, è stato una delle principali fonti d’ispirazione per la celeberrima British Invasion degli anni ’60; essendo stato un punto di riferimento fondamentale per gruppi come Yardbirds e Rolling Stones.

Il suo iconico soprannome gli venne affibbiato sin da bambino da sua nonna, siccome da piccolo, amava giocare nelle acque fangose della riva del fiume Mississippi. Suo padre, Ollie Morganfield, era un contadino e un musicista; mentre sua madre, Berta Jones, morì quando il piccolo Muddy aveva appena tre anni. La donna, lasciò ben dieci figli. Waters fu allevato dalla nonna a Clarksdale e, all’età di nove anni, cominciò a suonare l’armonica e a sedici la chitarra.

Nonostante avesse trascorso la giovinezza guadagnando qualche centesimo esibendosi a feste e pic-nic nei dintorni della cittadina; Muddy lavorava, come la maggior parte degli afroamericani del Sud, come raccoglitore nei campi di cotone dell’alta borghesia statunitense. Le sue doti straordinarie alla chitarra, permisero a Muddy di rivoluzionare il mondo del Blues; influenzando la generazione di chitarristi che ha reso leggendario il Rock. Muddy Waters si spense nel sonno poche settimane dopo aver festeggiato il settantesimo compleanno, ma l’11 ottobre del 1969, il chitarrista rischiò la vita in un incidente d’auto.

L’incidente d’auto in cui Muddy Waters rischiò la vita

Come detto, era l’11 ottobre del 1969 quando, la leggenda del Blues, Muddy Waters, venne coinvolto in un incidente d’auto nel quale rischiò seriamente la vita. L’iconico chitarrista si scontrò contro un’altra auto a velocità elevata, frontalmente. L’automobilista che conduceva l’altra vettura in causa morì sul colpo, mentre Waters riportò tre costole rotte, una frattura del bacino, una lacerazione dell’anca e una distorsione della colonna vertebrale. Il leggendario Bluesman rimase in ospedale per ben due mesi.

Quando finalmente fu rilasciato, si sosteneva con l’ausilio di un bastone e le sue mani non erano ancora pronte a toccare le corde della chitarra. I tre passeggeri che erano con lui alla guida, comunque, non sopravvissero all’incidente. Quando Muddy Waters morì, il 30 aprile del 1983 a Westmont, una folla di musicisti di spicco del Blues e fan sotto shock, resero omaggio all’estro del leggendario chitarrista; stringendosi in cordoglio al suo funerale. Due anni dopo la morte, la città di Chicago onorò il suo lascito inestimabile, rinominando parte della 43rd Street in cui un tempo aveva abitato, a suo nome.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)