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Muse: perché molti li considerano gli eredi dei Queen?

Oggi vogliamo soffermarci su una storica band rock britannica, una formazione che, dagli anni novanta in poi, ha rilasciato un successo dopo un altro, arrivando a vendere milioni e milioni di copie di dischi nel mondo: i Muse. Il gruppo, nato nel 1992 a Teignmouth, è stato capace di accorpare nel proprio sound vari generi musicali come l’elettronica e il rock progressivo, rifacendosi talvolta anche alla musica classica. In questo articolo non solo ci soffermeremo sulla band di Matthew Bellamy, ma cercheremo anche di capire che collegamento c’è tra gli stessi Muse e i Queen.

Freddie Mercury vs Matthew Bellamy

Partiamo con la premessa che non è facile trovare una band che sia anche lontanamente paragonabile ai Queen. E, detto questo, cercheremo comunque di capire perchè molte persone collegano la band di Freddie Mercury a quella di Matthew Bellamy.

Iniziamo subito analizzando i due frontman, Freddie Mercury e Matthew Bellamy. Il primo, naturalmente, non ha bisogno di tante presentazioni: prima che l’AIDS lo consumasse completamente, Freddie Mercury era considerato uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, un uomo capace di intrattenere milioni e milioni di spettatori senza troppi problemi. Attenzione però a sottovalutare il vocalist dei Muse.

Bellamy, per chi non lo sapesse, all’inizio del ventunesimo secolo contrasse un restringimento della laringe e, durante le visite mediche, i dottori dissero di non aver mai visto corde vocali così femminili in una laringe maschile. Naturalmente, come potete immaginare, questo ha conferito al frontman dei Muse una voce più unica che rara nel suo genere ed un falsetto praticamente unico al mondo. Così come il suo collega Freddie Mercury, però, Bellamy sul palco assumeva un atteggiamento tutt’altro che sensuale, cercando di apparire sempre più rude e maschile.

Queen e Muse, due stili a confronto

E, a dirla tutta, anche nello stile dei Muse si può ritrovare qualche piccolo collegamento con i Queen. Prendete ad esempio in considerazione due album come “The Resistance” e “A Night At The Opera” e, in particolar modo, i brani “Exogenesis: Symphony” (della durata di ben 12:51 minuti) e “Bohemian Rhapsody” (9:00 minuti). Oltre la lunghezza, ciò che salta subito all’occhio è la scelta di entrambe le formazioni di inserire una sezione operistica e, nel caso dei Queen, tale scelta risalta anche nel titolo dell’album.

Un altro fattore da non sottovalutare è l’evoluzione stilistica e musicale subita dagli album di queste due band britanniche negli anni. Questo, naturalmente, è avvenuto anche per soddisfare le esigenze del pubblico, soprattutto nel caso dei Muse.

Detto questo, siamo ben consapevoli che lo stile, l’influenza, l’impatto mediatico e la storia dei Queen è nettamente superiore a qualsiasi altra band britannica e, probabilmente, del mondo.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)