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Nick Drake e il grande mistero di Pink Moon

Pink Moon di Nick Drake venne rilasciato il 25 febbraio del 1972. Si tratta di un capolavoro musicale a tutti gli effetti, breve, ma intenso; che consacrò il cantautore Folk Britannico all’eterno. La storia di Pink Moon inizia nel 1971. Un giovanissimo Nick Drake, appena ventitreenne, perse la fiducia nelle sue capacità di intrattenitore, soprattutto sul palco; a causa di una gravissima forma di depressione. L’ultimo concerto tenuto in pubblico dal cantautore, risaliva al giugno dell’anno precedente. Drake si esibì all’ Ewell Technical College di Surrey e abbandonò il palco nel bel mezzo dello spettacolo, poco prima che la canzone Fruit Tree cominciasse. Nick scappò dalla scena in preda al panico più totale.

Nick Drake non pianificò propriamente di incidere un nuovo disco che, avrebbe fatto da seguito a Five Leaves Left del 1969 e a Bryter Layter del 1971. Così, il cantautore decise di passare del tempo nella residenza spagnola di Chris Blackwell, come venne richiesto dal capo della Island Records, etichetta per la quale lavorava. Passò molto poco tempo quando, Drake e, il produttore John Wood, cominciarono a gettare la basi per un nuovo album che, a quanto pare, venne inciso nel corso di due sole sessioni notturne ai Sound Techniques Studios a Chelsea. Era l’ottobre del 1971. Tempo dopo, il produttore dichiarò di aver accusato un sentimento di urgenza da parte di Drake nei confronti del disco.

Le atmosfere oscure del capolavoro di Nick Drake

Pink Moon rappresenta l’archetipo del sound inconfondibile di Nick Drake. L’espressione più oscura della sua musica. Nessun altro musicista venne ingaggiato per le registrazioni. L’intero disco è composto da 28 minuti di pura solennità in cui solo Drake e la sua chitarra acustica costruiscono un tappeto di note struggente che assume i toni di una preghiera.; fatta eccezione per un assolo di piano nella title track.

Nick non aveva le idee chiare riguardo il disco; non sapeva in che modo, la cover dell’album, si sarebbe composta. La sua unica certezza era che voleva vi figurasse una luna rosa. Alla fine, il compito di dare vita all’iconica copertina venne assegnato al pittore surrealista Michael Trevithick, al tempo fidanzato con la sorella del cantautore, Gabrielle. Nick voleva tessere atmosfere cupe attraverso narrazioni crude, prive di arrangiamenti alcuni, servendosi di un viaggio a Nord di Londra per parafrasare la vuotezza desolante della vita contemporanea.

Pink Moon ricevette ottime recensioni da parte degli addetti ai lavori; ma la sua interpretazione intima e oscura dell’esistenza getta, ancora oggi, nello sconcerto più totale gli ascoltatori. Ciò nonostante, la Island Records fu molto fiduciosa nei confronti del disco e del giovane Nick Drake che apparve, improvvisamente, con un enorme nastro da sedici tracce sotto braccio nella sede della label; lasciandolo in custodia ad una delle segretarie.

Il tragico epilogo del cantautore

Nick era un musicista particolarmente talentuoso; un chitarrista acustico eccezionale ed un artista dannatamente tormentato. Drake sapeva cosa fare per rendere la sua chitarra pulita e incisiva; rispettava i ruoli di cui, la musica, si compone ed eseguiva le sue tracce, lasciando trasparire un sentimento di devozione quasi religioso. L’opera di Nick Drake penetra con irruente delicatezza nel cuore degli ascoltatori lasciando che, questi, si immedesimino perfettamente nei tormenti dell’artista; in un atto di tripudiante empatia.

Le scarse vendite di Pink Moon delusero profondamente Nick, la cui depressione prese definitivamente il sopravvento. Il cantautore morì il 25 novembre del 1974; aveva solo 26 anni. Nick si tolse la vita con un’overdose di farmaci anti depressivi. La tragedia, purtroppo, passò quasi inosservata agli occhi dell’opinione pubblica all’epoca. I 3 album di cui si compone la brevissima carriera di Drake non hanno mai riscosso successo in termini commerciali; nonostante la sua opera fosse particolarmente apprezzata dalla critica e dai musicisti di maggior spicco nel panorama dell’epoca. Il grande pubblico spostò la sua attenzione sulla discografia di Drake molti anni dopo il suo decesso. Ad oggi, Pink Moon è disco di platino.

Sulla lapide di Nick Drake, l’epitaffio declama un verso tratto dall’ultima traccia dell’iconico album, From The Morning. “And now we rise/And we are everywhere”; che in italiano si traduce come: “E ora risorgiamo/ E siamo ovunque”. la visione pessimistica e nichilista di Pink Moon, in effetti, è intrisa di un velato ideale positivo, che permette all’autore di lanciare un elegante e sommesso messaggio di resurrezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)