Nirvana: come è stata realmente scattata la foto sulla copertina di Nevermind

Nel 1991 i Nirvana – all’uscita con Nevermind – sono pronti a sconvolgere il mondo della musica. Il secondo album in studio di Kurt Cobain e compagni va molto oltre l’enclave grunge della Sub Pop Records – etichetta di Bleach nel 1989. Nevermind travalica i confini di un solo genere, ridefinendo i canoni della musica a livello internazionale. In un periodo in cui il rock involveva su sé stesso e su certi manierismi superficiali, la voce spezzata e graffiante di Kurt Cobain scuote gli animi di un’intera generazione. Quando si pensa a Nevermind non si può fare a meno di pensare a quel bambino in copertina, immerso in una piscina e con le braccia protese ad afferrare una banconota. La critica sociale e umana dello scatto di Kirk Weddle ha contribuito al successo di Nevermind tanto quanto i grandi brani in esso contenuti. Ma come è stata realmente realizzata la famosissima foto in copertina?

Il successo di Nevermind

Il 24 Settembre 1991 i Nirvana pubblicano il loro secondo album in studio. Dave Grohl è entrato nelle fila della band di Seattle solo un anno prima ma si trova catapultato – assieme a Cobain e Krist Novoselic – nell’olimpo dei mostri sacri della musica. Dopo Nevermind tutti gli altri gruppi grunge – cresciuti e in lotta per emergere nello stato di Washington – si trovano a competere con un gigante. Quel disco ridefinisce, riscrive e consolida dei nuovi canoni non solo per il genere, ma per tutta la musica globale.

Cobain, Grohl e Novoselic vengono travolti da fama e successo. Kurt Cobain in particolare diventa l’icona di un’intera generazione che fa propri il suo male di vivere, la sua fragilità e il suo sentirsi un perenne outsider – anche in quel mondo di cui ormai fa parte. Nevermind consegna alla storia alcuni dei successi più iconici e intramontabili dei Nirvana: Smells Like Teen Spirit, Come As You Are, Lithium – solo per dirne tre. “Il suono della chitarra di Kurt Cobain in Nevermind dei Nirvana stabilisce il tono di tutta la musica rock degli anni ’90” scriverà la rivista Guitar World a proposito di quel grande successo.

La foto in copertina

La copertina di Nevermind è diventata famosa tanto quando l’album. Chi non riconoscerebbe il bambino in piscina che cerca di afferrare una banconota? Ma forse non tutti saprebbero dire come Kirk Weddle – artefice della foto – l’abbia realmente scattata. “Venne scelto un bambino di quattro mesi e io diressi lo shooting solo con i suoi genitori e una guardia – ha confessato il fotografo riguardo le sessioni per la realizzazione – avevo messo una fotocamera con un motore, in un alloggiamento subacqueo, montato sul fondo della piscina”.

Il bambino in questione – passato alla storia come la foto che lo ritrae – si chiama Spencer Elden. Kirk Weddle racconta di aver chiamato suo padre – con il quale era amico – per proporgli lo shooting. “Visto che i bambini sono imprevedibili, avevo fatto delle prove con una bambola – ha continuato a raccontare Weddle – […] Poi i genitori hanno messo il bambino in acqua. Ho scattato sette foto nel primo passaggio e quattro nel secondo”. La frase con cui conclude il fotografo è molto emblematica “Il risultato è una delle copertine più iconiche degli ultimi 25 anni. Anche la musica non è male“. 

 

Share

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.