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Nirvana: quella volta che Kurt Cobain salvò una donna durante un concerto

Kurt Cobain è stato frontman dei Nirvana ed uno dei protagonisti della musica di inizio anni novanta, complici canzoni come “Smells Like Teen Spirit” e “Come as You Are”. Scomparso tragicamente il 5 aprile 1994 all’età di 27 anni, in circostanze mai del tutto chiarite, sono molti gli aneddoti legati alla sua figura. Una delle storie più incredibili e che mette in buona luce il cantante di Aberdeen è per certo quella che vi apprestate a leggere.

Il concerto di capodanno a Oakland

Il front man dei Nirvana era un uomo dai solidi principi, sapeva cosa considerare giusto e cosa no e non aveva paura di dimostrarlo. Una sera, durante il concerto di capodanno del 1993 a Oakland, quindi pochi mesi prima del suo decesso, notò nelle prime file che tra il pubblico un uomo stava importunando una spettatrice di sesso femminile, dapprima avvicinandosi a lei in maniera non proprio galante e poi passando a molestarla, aggravando ulteriormente la sua situazione. Kurt non ebbe dubbi sul da farsi e lo affrontò.

Kurt Cobain: lo scontro con l’uomo

Cobain, chiaramente infastidito da ciò che aveva sott’occhi, fermò la sua versione acustica di “Jesus Wants Me For A Sunbeam”, brano che originalmente era stato registrato dalla band scozzese The Vaselines e che i Nirvana avevano suonato anche allo storico live Unplugged di MTV nel 1993. A quel punto lanciò la sua chitarra per terra prima di correre verso la folla. Arrivato di fronte alle prime file affrontò verbalmente l’uomo che si era reso protagonista di quell’atto increscioso e dopodichè allertò la sicurezza. La band smise di suonare ed inizialmente non riuscì a capire cosa stesse succedendo.

Risalito sul palco, indicando la porta, disse al microfono “Copping a feel, eh buddy” (“Ti senti ingabbiato eh amico?). A quel punto fu chiaro a tutti i musicisti sul palco ciò che era appena succeso. Krist Novoselic, il bassista della band, una volta che si rese conto della situazione, ridicollizò ancor di più il violentatore aggiungendo al microfono: “How’s it feel, huh?” (“Come ti senti, eh?”). Mentre l’uomo si avviava verso l’uscita, dal palco i membri della band continuavano a deriderlo.

La dimostrazione di grande umanità

La folla inizialmente non capì bene cosa stesse succedendo, ma una volta compresa la dinamica dei fatti, non potè far altro che apprezzare il gesto di colui che si era dimostrato, oltre che un grande artista, anche un grande uomo. Fu un momento importante che ci permette per l’ennesime volta di avere un riscontro della grande umanità di Kurt Cobain. La scena fu immortalata da un video che è reperibile su Youtube.

 

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com