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Quando Nuntereggae più di Rino Gaetano ha dato voce ai problemi degli italiani

Rino Gaetano viene spesso considerato un artista disimpegnato e divertente. Lui stesso non voleva essere definito politicamente impegnato, tuttavia è importante notare come alcune sue canzoni possiedano una vena ironica che demistifica la realtà. I testi di Rino Gaetano sono talmente attuali da sorprenderci ogni giorno di più. Il cantautore si schierava spesso contro la decadenza dei valori, la classe politica corrotta e la società ingiusta. Ciò è presente in molti brani, ma soprattutto nella canzone Nuntereggae più, tratta dall’omonimo album di Rino Gaetano. Fa parte di questo disco anche la famosissima Gianna, uno dei brani più conosciuti e amati del cantautore.

Nuntereggae più ed il significato del titolo

Già dal titolo la canzone sembra molto particolare. Sembrerebbe un riferimento al reggae, genere che peraltro Rino Gaetano amava molto, tuttavia non è così. Naturalmente si tratta di una espressione dialettale, per essere precisi romanesca che un amico di Rino Gaetano, di nome Bruno, era solito dirgli scherzosamente. “Non ti reggo più!” significa quindi, chiaramente, una forma di intolleranza verso qualcosa e qualcuno. Nel caso del brano, Rino Gaetano usa questa espressione così ironica per riferirsi ad azioni, ideali o sensazioni (castità, cieli blu, super pensioni ecc.), oppure anche a vari personaggi famosi, citando nomi e cognomi.

Avvocato Agnelli, Umberto Agnelli
Susanna Agnelli, Monti Pirelli
Dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello, Antognoni, Zaccarelli (nun te reggae più)
Gianni Brera (nun te reggae più)
Bearzot (nun te reggae più)
Monzon, Panatta, Rivera, D’Ambrosio
Lauda Thoeni, Maurizio Costanzo, Mike Bongiorno
Villaggio, Raffa, Guccini
Onorevole eccellenza, cavaliere senatore
Nobildonna, eminenza, monsignore
Vossia, cherie, mon amour
Nun te reggae più. 

Il brano più esplicito di Rino Gaetano

Nuntereggae più è sicuramente la canzone più esplicita di Rino Gaetano. Non solo perché fa nomi e cognomi di moltissimi personaggi della politica o della televisione, ma proprio per il grido forte e deciso che rappresenta. Una forte condanna della società, della corruzione e di tutti quei valori dimenticati dalla classe dirigente. Anche se alcuni tra i nomi, come i rappresentanti del PCI, non sono più sulla scena politica da anni, non possiamo non riconoscerne l’attualità. Naturalmente questo suo testo all’epoca non venne apprezzato da tutti, specie dai citati, ad esempio da Maurizio Costanzo, mentre altri non poterono negarne il coraggio e la forza. Un artista diventa scomodo quando smuove qualcosa. Il pregio principale poi di questa canzone è stato di avere ancora una volta effettuato una critica molto aspra, ma senza pesantezza. Il brano si pone come assolutamente drammatico, eppure eccezionalmente divertente anche grazie all’espediente del titolo. La conclusione è molto particolare, in quanto richiama l’amore, come se dopo tutto ciò qualcosa di buono comunque al mondo rimanesse.

Che bella lei
Vale per sei
Ci giurerei
Sei meglio tu
Che bella sei.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.