Oasis, sopravvalutati o portavoci di una generazione?

Gli anni Novanta sono ormai finiti da 20 anni, con la venuta del 2020. Eppure, non è così sbagliato affermare che gli strascichi musicali degli anni ‘90 continuano ancora oggi, in particolar modo in Italia. Basti vedere la nuova musica indie (che sarebbe meglio chiamare it-pop) che attinge a piene mani da quel britpop e britrock che gli Oasis, i Blur, i Radiohead, i Verve e molti altri avevano creato. Tra le band sopracitate, quella che ebbe il maggior successo furono i primi, la band dei fratelli Liam e Noel Gallagher. Ma sono sopravvalutati o sono stati portavoci di una generazione che non c’è più e non ritornerà più?

LA PARTE ROCK DEGLI OASIS

La maggior parte dei lavori della band, in particolar modo quelli iniziali, sono rimasti nel cuore dei fan e non solo. Va segnalata la capacità di creare brani potenti, eroici e puramente rock come Rock’n roll Star, Cigarettes and Alcohol, Supersonic e Morning Glory. Tutti i brani precedentemente detti hanno influenzato le più celebri rockband inglesi degli anni 2000 e 2010 come gli Arctic Monkeys e, soprattutto i Kasabian. Non si può quindi dire che non siano stati rock’n roll, ribaditi più volte dal frontman Liam Gallagher. Su di lui andrebbe fatto un discorso diverso come rappresentante ideale del frontman magari non perfetto vocalmente, ma in grado di avere carisma e timbrica eccezionale.

LA VERSIONE BRITPOP DEGLI OASIS

Se da un lato l’anima più arrogante e sporca degli Oasis era incarnata dal timbro di Liam Gallagher, quella più melodica e dolce (fino ad un certo punto) non poteva che essere rappresentata dal fratello Noel, il principale songwriter. Ecco il motivo per cui i brani più “pop” e melodici della band inglese sono quasi tutti tratti dal secondo album degli Oasis, ovvero What’s The Story Morning Glory? Nonostante una voce tecnicamente più adatta ad aspetti melodici e soft, Noel ha dovuto riconoscere la versatilità di Liam anche in vesti più romantiche, come in Wonderwall e Live Forever (e poi in Stand By Me). Ma Noel ha voluto tenere per sé il suo grande cavallo di battaglia, ovvero Don’t Look Back in Anger.

UNIONE TRA ROCK E POP

Il bello arriva quando una band riesce ad unire la parte rock e quella più pop in certi brani. Uno di questi è già stato citato, come Live Forever. Un altro è Champagne Supernova che è forse uno dei pezzi più straordinari della band, così come Gas Panic!, forse il pezzo più bello post 2000 e che praticamente nessuno conosce, se non i fan più attenti. Per questo motivo, non sarebbe giusto dire che gli Oasis sono sopravvalutati, anzi. Hanno indubbiamente attirato in loro una generazione enorme che poi, per ragioni diverse e senza che loro avessero colpa, è passata ad ascoltare Calcutta e Tommaso Paradiso.

SEMPLICI O MUSICISTI FINTI SEMPLICI?

Molti ritengono che gli Oasis siano sopravvalutati perché musicalmente sono semplici. Certo, la semplicità ha un valore, la ripetitività è un’altra. Oggettivamente, diversi brani composti da Noel presentano una struttura ritmica piuttosto simile tra loro, ma sono poi i dettagli di contorno a fare la differenza. Per questo motivo, esistono brani “semplici” e poco interessanti, come Wonderwall (che rimane un grande inno), ma esistono anche canzoni come Roll It Over o (It’s Good) To Be Free. Conoscevate questi ultimi due brani?

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.