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Paul McCartney: “Bob Dylan è stato fondamentale nei primi anni dei Beatles”

I Beatles sono stati una Rock Band fondamentale per la definizione della rivoluzione musicale più iconica di tutti i tempi. Il leggendario quartetto di Liverpool ha funto da apripista per le grandi band che, nel corso degli anni, hanno stravolto il panorama socioculturale in cui immergevano la loro opera. Ad oggi, la discografia dei Beatles continua a brillare di luce propria, venendo considerata come un punto di riferimento dagli artisti di maggior spicco che annoverano la scena contemporanea. Quando i Beatles stavano muovendo i primi passi, comunque, Bob Dylan era già un caposaldo del cantautorato. Negli anni, i membri dei Fab Four hanno ribadito in diverse occasioni l’importanza di Bob Dylan nello sviluppo della loro opera.

Tra pochi giorni decorrerà l’ottantesimo anniversario dalla nascita di John Lennon. Per quest’occasione, BBC Radio 2 ha intervistato Paul McCartney, racchiudendo le sue testimonianze sotto forma di documentario. L’ex colonna portante dei Beatles che, accanto al compianto Lennon, ha messo la firma ad alcune delle pietre miliari più evocative della band, ha riflettuto su quanto Bob Dylan sia stato fondamentale nei primi anni dei Beatles. Paul McCartney ha parlato ai microfoni della BBC, intervistato dal figlio di John, Sean Lennon; al quale ha rivelato che Dylan abbia reso l’opera dei Beatles più introspettiva e personale. In quest’articolo ne abbiamo riportato le parole.

Paul McCartney parla dell’influenza di Bob Dylan sui Beatles

Durante il colloquio, Paul McCartney ha rivelato a Sean Lennon di aver posseduto uno dei primi dischi in vinile di Bob Dylan, prima ancora che i Beatles nascessero. “Ho ascoltato quel disco milioni di volte. Ne ero ossessionato – ha rivelato Paul – Credo che anche tuo padre amasse Bob Dylan quanto me, ma per quanto sia stato fondamentale, è solo una delle tante influenze che hanno portato alla nascita dei Beatles. C’è molto di più dietro la crescita della band. Tracce come Strawberry Fields e Penny Lane, ci ricordavano la giovinezza. Pensammo di essere già maturi e pieni di esperienze, ma avevamo solo vent’anni. Riguardando ad allora, credo che fossimo ancora bambini, ma ci sentivamo molto più grandi di com’eravamo.

Successivamente, Paul si è soffermato sui momenti d’oro dei Beatles, dicendo: “Quando rimanevamo bloccati e non sapevamo come andare avanti con una canzone o con le registrazioni, ci chiedevamo i noi stessi diciassettenni cosa avrebbero fatto. Ci piaceva fare questi riferimenti pensando a quanta acqua fosse passata sotto i ponti dopo il nostro esordio”. McCartney è andato avanti, arrivando a ricordare con nostalgia ed ammirazione l’unica volta in cui i Beatles riuscirono ad incontrare Bob Dylan all’Hotel Delmonico di New York.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.