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Pazzie nel rock: cinque storie di assoluta follia

Lo diciamo e lo ripetiamo continuamente, quasi fosse un monito o un’indicazione precisa volta a giustificare tutto quello che segue: le rockstar sono tutte un po’ pazze, fuori dagli schemi, anti-convenzionali e sempre pronte a stupire con loro atti e parole. Il rock è la patria delle pazzie, di storie di assoluta follia, di azioni che non potrebbero essere compiute in nessun altro ambito. Vogliamo raccontarvi, a proposito, cinque pazzie nel rock.

Keith Moon nudo con Mick Jagger

Keith Moon è il padre delle pazzie nel rock, una di quelle rockstar di cui siano state dette più cose e che, a differenza di molte altre, si è sicuri abbia compiuto davvero tutto ciò che sembra essere una semplice leggenda. Una di queste storie racconta che il batterista dei The Who aveva voglia di fare un giro sulla sua Rolls Royce e che, dopo aver chiamato il suo autista, decise di fare un giro nudo in macchina.

L’autista conosceva perfettamente Keith Moon e assecondò il suo comportamento, sperando che nessun poliziotto vedeva che il batterista sedeva nudo sul cofano. Arrivati ad un club della zona ovest di Londra, Keith Moon scese, si infilò un paio di mutande ed entrò nel club là dove c’erano Mick e Bianca Jagger. A quel punto il batterista tolse di nuovo le mutande e salutò cordialmente i due, che non si scomposero affatto.

Il dialogo tra Robert Plant e Jim Morrison

A volte i vicini di posto possono essere più importanti di ciò che si pensa. Ne sa qualcosa Robert Plant che, partendo da Phoenix, in Arizona, si sedette al suo posto e trovò un vicino abbastanza particolare: Jim Morrison. I due, nonostante fossero i due emblemi musicali del rock, non trovarono il coraggio per iniziare una conversazione decente. L’uno leggeva, l’altro prendeva appunti. All’improvviso, però, Jim Morrison provò ad avviare una conversazione:

“Che cosa fai nella vita?”, esordì il leader dei Doors.
“Sono un cantante”
“E… che genere di musica fai?”, fingendo di essere stupito.
“Mah, un rock che deriva dal blues. La mia band si chiama Led Zeppelin”
“Mai sentita”, mentendo.
“E tu cosa fai?”, riprendendo una conversazione che sembrava essere morta.
“Oh, io sono un poeta”
“Ah, anch’io lo ero. Poi ho avuto successo”, concluse.

Quella volta che Ozzy Osbourne tentò di uccidere sua moglie

Storie di ordinaria follia in casa Osbourne: tra le pazzie rock c’è anche quella volta che Ozzy Osbourne tentò di uccidere sua moglie Sharon. La donna era sul divano a leggere mentre il leader dei Black Sabbath decise di andare a dormire; peccato che Ozzy non dormì, ma in un’ora bevve quattro bottiglie di vodka che gli erano state regalate a Mosca, in occasione di un concerto della pace. Alla fine, Ozzy scese dalle scale evidentemente in stato confusionale, ma Sharon non si scompose più di tanto, conoscendo chi fosse suo marito. Sedutosi sul divano, il leader dei Sabbath esordì:

“Siamo arrivati a una decisione”
“Siamo chi? E comunque quale decisione?”, rispose Sharon, tentando di assecondare il marito.
“Abbiamo deciso che devi morire”

Nonostante fosse ubriaco, Ozzy saltò addosso a sua moglie e tentò di strangolarla. Per fortuna, la donna riuscì a schiacciare il panic button e la polizia arrestò il leader dei Black Sabbath. Il giorno dopo, risvegliatosi dalla sbornia, Ozzy chiese perchè fosse lì. Alla spiegazione ricevuta rise: “Avanti, inventatevene un’altra…”

Il concerto dei Rolling Stones a Bologna nel 1967

Era il 5 aprile del 1967 quando, nel Palasport di Bologna, si sarebbero dovuti esibire i Rolling Stones. Uno dei tanti concerti della loro interminabile carriera, eppure segnato da un atto che rimarrà negli annali del rock. Dopo l’esibizione di tutti i gruppi spalla, tra cui anche dei New Trolls, la folla era vogliosa di ascoltare la band di Keith Richards e Mick Jagger.

Non fu delusa: i britannici arrivarono sul palco per il primo dei due mini-concerti, entrambi aperti da The Last Time. Ciò che accade durante il primo è vera e propria follia: Charlie Watts attacca The Last Time ma parte in levare, forse troppo emozionato. Per l’attacco sbagliato, non notato dalla folla che vuole solo sentire Mick Jagger, il leader della band non può cantare. Allora si ferma tutto nello stupore generale: i Rolling Stones tornarono in camerino, si misero in cerchio e, dopo tanti schiaffi sulla testa, tornarono sul palco. Questa volta l’attacco fu corretto, e il concerto spettacolare.

John Bonham e il sedile dell’aereo bagnato

Ultima tra le pazzie rock che vogliamo raccontarvi, che rese John Bonham – batterista dei Led Zeppelin – Keith Moon per un giorno. Per farla breve, Bonzo stava volando da Londra a New York con i Led Zeppelin e, mosso dallo stimolo di andare in bagno, non aveva per niente la voglia di alzarsi. Che problema c’era? Era pur sempre il batterista dei Led Zeppelin, e decise di farla sul sedile. Ci fu soltanto un problema: dopo poco il fastidio si faceva sentire, il sedile era bagnato.

Allora John Bonham decise di fare il Keith Moon e decise di raggiungere il suo roadie, in economica, dicendogli: “Ehi, amico, vai un po’ al mio posto in prima classe, hai lavorato duro in questi giorni, te lo meriti”. Immaginatevi la reazione estasiata del roadie, che dopo poco capirà quello che gli è appena capitato.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.