gtag('config', 'UA-102787715-1');

Le più belle canzoni dei Pearl Jam degli ultimi 20 anni

Dal 1990 ad oggi, i Pearl Jam hanno regalato – a fan e pubblico – alcuni dei lavori discografici più belli della storia della musica. Sebbene nascano nella piccola enclave del Grunge di Seattle, presentano già rispetto ad essa delle caratteristiche precipue, e con il passare del tempo acquisiscono un’identità e un sound unici. Tutt’ora in piena attività, Eddie Vedder e soci continuano a raccogliere consensi sia dalla critica che dal pubblico. Tanto più che, solo poche settimane fa, hanno rilasciato il loro undicesimo album: Gigaton. Andiamo oggi alla scoperta delle più belle canzoni dei Pearl Jam degli ultimi 20 anni.

GRUNGE, LA DIFFERENZA TRA I PEARL JAM E LE ALTRE BAND DEGLI ANNI ’90

I Pearl Jam vedono la luce nel 1990, in una Seattle dominata dalle influenze del nascente Grunge. Accanto a band come i Nirvana di Kurt Coban o gli Alice in Chains di Layne Staley – fortemente influenzati dal punk rock – la band di Eddie Vedder è molto meno heavy. Con un sound che fonde le sonorità del rock classico alle suggestioni post punk degli anni ’80, i Pearl Jam hanno sempre citato come loro principali fonti di ispirazione i Ramones, gli Who e Neil Young.

Ciò che l’undicesimo lavoro discografico ha messo in luce – parliamo di Gigaton, uscito nel Marzo del 2020 – è il continuo sperimentalismo e l’infaticabile voglia di migliorarsi da parte di Eddie Vedder e soci. Nell’arco di una discografia trentennale, andiamo oggi alla scoperta dei brani più belli, pubblicati dal 2000 ad oggi.

LIGHT YEARS, BINAURAL, 2000

Iniziamo la lista delle migliori canzoni dei Pearl Jam degli ultimi vent’anni con Light Years, secondo singolo in promozione dell’album Binaural del 2000. La traccia è anche presente nel lavoro discografico Rearviewmirror Greatest Hits, che raccoglie i migliori pezzi di Eddie Vedder e soci dal 1991 al 2003.

A Light Years è legato un aneddoto molto curioso dato che, dopo la prima demo, è stata riscritta da capo perché troppo simile a Given to Fly. In occasione del Pinkpop Festival del 2000, Eddie Vedder annunciò al pubblico di voler dedicare Light Years alla memoria di Diane Muus, un’amica dei Pearl Jam scomparsa a soli 33 anni nel 1997.

I AM MINE, RIOT ACT, 2002

Il secondo brano scelto per questa breve classifica sui Pearl Jam è la bellissima ballad I Am Mine, contenuta in Riot Act del 2002. Come anche Love Boat Captain dello stesso disco, il pezzo è stato composto da Eddie Vedder poco dopo la tragedia al Roskilde Festival – durante il quale persero la vita alcuni giovani fan della band. “Questa canzone riguarda la sicurezza personale, il sentirsi al sicuro e anche liberi” avrà a dire Vedder durante uno show del 2003.

COME BACK, PEARL JAM, 2006

Come Back è la dodicesima traccia dell’album del 2006, Pearl Jam. Secondo AllMusica, il pezzo in questione si presenta come “una lenta e bruciante cugina di Black che vede i Pearl Jam incorporare perfettamente la loro anima nel suono”. Stando alle parole dello stesso Eddie Vedder, Come Back sarebbe dedicata alla memoria di Johnny Ramone.

INSIDE JOB, PEARL JAM, 2006

Dall’album del 2006 – conosciuto anche come Avocado Album – estraiamo un brano scritto interamente dal chitarrista Mike McCready: Inside Job. Una canzone profonda e commovente sull’essere se stessi, accettandosi per ciò che si è a dispetto delle circostanze esterne e di ciò che potrebbero pensare gli altri.

JUST BREATHE, BACKSPACER, 2009

I Pearl Jam tornano – tre anni dopo il loro lavoro discografico omonimo – con l’album Backspacer, che contiene la bellissima ed emozionante ballad Just Breathe. Il brano è sicuramente uno dei più conosciuti e apprezzati della band statunitense, ed è stato utilizzato anche nella colonna sonora di alcune serie tv, film e documentari.

UNTHOUGHT KNOWN, BACKSPACER, 2009

Unthought Known è un brano dei Pearl Jam contenuto sempre nel lavoro discografico del 2009, Backspacer. Così come confermato da Eddie Vedder, la canzone riguarda la psiche umana – sopratutto le idee e le consapevolezze più recondite che in essa si nascondono. Il pezzo cita anche Christopher Bollas – psicologo californiano – che negli anni ’80 aveva proprio coniato l’espressione Unthought Know.

MIND YOUR MANNERS, LIGHTNING BOLT, 2013

Arriviamo quasi alla fine di questa breve classifica sui migliori brani del Pearl Jam dagli anni 2000 ad oggi, con Mind Your Manners, traccia del penultimo disco della band prima di Gigaton: Lightning Bolt del 2013.

Il pezzo è stato composto insieme da Mike McCready e Eddie Vedder e suonato per la prima volta dal vivo nel Luglio di quell’anno, in Ontario. A differenza di altre tracce – sopra citate – Mind Your Manners ammicca fortemente all’hard rock e allo speed metal, con sonorità più rock.

SIRENS, LIGHTNING BOLT, 2013

Rimaniamo in tema Lightning Bolt, con l’ultima canzone della lista, ovvero Sirens del 2013. Anche questo pezzo è stato composto da Mike McCready, dopo aver assistito ad un live show del The Wall Live Tour di Roger Waters – ex frontman dei Pink Floyd – nel 2011. Il testo di Sirens – curato da Eddie Vedder – riflette sulla mortalità e sul futuro delle prossime generazioni.

Share

Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.