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Perché Giorgio Gaber lasciò il mondo della televisione?

Giorgio Gaber è uno dei cantautori più importanti della storia della musica italiana. Ha avuto una carriera lunga e varia, con una gavetta difficile e molto lunga. Milano fa da cornice alla sua vita quanto alla sua musica, che subisce una evoluzione importante anche grazie all’aiuto di Mina. Dietro questa evoluzione, che coincide con il passaggio di Giorgio Gaber dalla televisione al teatro, c’è un grande coraggio ed una voglia di cambiare.

Giorgio Gaber usignolo del boom economico

Quando inizia la sua carriera musicale, tra le altre cose Gaber è il chitarrista della band di Adriano Celentano. I due hanno raccontato insieme questa storia durante una delle ultime apparizioni televisive di Gaber. Celentano racconta che vedere il suo chitarrista arrancare e cercare di fare successo come cantante, lo aveva in un certo qual modo turbato. Ma di fatto la colpa era sua: ritardava alle prove e quando lo faceva a sostituirlo nel canto era proprio Gaber. Inizialmente le canzoni del neo-cantautore erano unicamente spensierate, d’amore. Gaber era non solo cantante, ma conduttore e cantava di fatto del boom economico, di una gioia di vivere sfavillante. Ben presto la musica leggera però inizia a stargli stretta. Gaber pensa vuole dire qualcosa di più ed anche la televisione diventa il luogo meno adeguato per farlo.

L’assenza di libertà nella televisione

Se ci caliamo nella televisione di fine anni sessanta, capiremo quanti limiti vi fossero. Gaber ha spiegato più volte che la censura lo aveva stancato. Scoppiò uno scandalo ad esempio addirittura per la canzone “Il tic” che terminava con una pernacchia. Nel frattempo, il cantautore aveva conosciuto Sandro Luporini, pittore che lo aveva ispirato e con cui scriverà tutti i testi della sua nuova importante evoluzione.

Il teatro nuovo luogo di espressione

Di questa evoluzione artistica cambierà allora soprattutto il luogo: non più la televisione, bensì il teatro. Nel 1969 il cantautore scopre questo magnifico luogo grazie a Mina. Infatti, è la cantante a proporgli di fare una serie di recital insieme in vari teatri italiani. Il successo incoraggia il cantautore milanese. Allora nel 1970, Gaber smette di recitare il ruolo di conduttore e cantante e decide di recitare il ruolo del signor G, il ruolo di se stesso, a teatro. Le apparizioni televisive di Gaber si fanno rare e la sua patria è ormai solo il teatro. Al pubblico “profano” suonano più familiari la spensierata Ballata del Cerutti oppure Barbera e Champagne, che è la canzone con cui spesso lui concludeva i suoi spettacoli, ricordando i ‘vecchi tempi’. Il reale, il vero e sincero Giorgio Gaber al culmine della sua grandezza artistica è quello del teatro. Il Teatro Canzone, come verrà chiamato. Un genere totalmente nuovo.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)