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Perchè i Radiohead odiano Creep?

Creep rappresenta, senza dubbio, uno dei più grandi successi di sempre nella storia del rock e della musica in generale, di sicuro il più grande successo della alternati rock band inglese dei Radiohead. Il singolo, pubblicato nel 1992, ha caratterizzato il vero e proprio trampolino di lancio verso il successo da parte della formazione britannica, pur essendo da sempre denotato da quel rapporto amore-odio che c’è da parte della stessa con il brano, e che porta il frontman dei Radiohead, Thom Yorke, ad essersi sempre schierato contro la sua stessa creatura, ritenuta quanto più possibile lontana da quelle idee e quella voce che l’avevano portato a realizzare il più grande successo della band. Vogliamo spiegarvi perché i Radiohead odiano Creep, a tal punto da decidere di non suonare più questa canzone dal vivo per diversi anni, fatte salve rare eccezioni. Per farlo, ci serviamo anche di dichiarazioni piuttosto importanti ed emblematiche da parte dello stesso Thom Yorke, che inseriamo all’interno del nostro articolo.

Creep e le esibizioni dal vivo

Prima di prendere in considerazione i motivi che portano i Radiohead a odiare Creep, il loro più grande successo di sempre, vale la pena considerare quella dinamica relativa alle esibizioni dello stesso brano, e sono diventate sempre più rare nel corso degli anni, fino ad annullarsi definitivamente. La band era consapevole del fatto che moltissime persone assistessero al proprio concerto solo per sentire il brano, che la band ha definito come polmone d’acciaio all’interno dell’omonima canzone realizzata nel 1994.

Lo stesso Thom Yorke spiegò che, per quanto la band non volesse smettere di suonare Creep, il pubblico e la sua spasmodica attesa di questo brano stesso provocarono una reazione negativa da parte dei Radiohead, che e molto spesso realizzavano commenti a proposito del poco rispetto che c’era da parte del pubblico; poco rispetto che anche la stessa band nutriva per chi voleva ascoltare a tutti i costi questo brano. Per questo motivo, a partire dalla seconda metà del 1998, i Radiohead decisero di non suonare più Creep dal vivo, fino al 7 luglio del 2001, quando, a seguito di un malfunzionamento delle tastiere, decisero di improvvisare il brano. Per quanto occasionalmente la band abbia inserito il brano all’interno delle proprie scalette, è tornata, a partire dal 2009, a smettere di eseguire il brano dal vivo, fino al 2016 in cui c’è stata un’esibizione nella Zenith Arena di Parigi, il 23 maggio del 2016.

Perché i Radiohead odiano il loro più grande successo?

E’ fondamentale, a questo punto, cercare di prendere in considerazione il motivo che porti la band a odiare Creep, il loro più grande successo. Per capirlo, decidiamo le parole che Thom Yorke pronunciò nel 1993, in un’intervista, a proposito del brano: «Ho notevoli problemi nell’essere un uomo degli anni novanta… Ogni uomo con sensibilità o coscienza verso il sesso opposto avrebbe problemi simili. È un’ardua impresa affermare la propria mascolinità senza sembrare il membro di un gruppo hard-rock… Questo si riflette sulla musica che scriviamo, che pur non essendo effeminata non risulta neanche brutalmente tracotante. È una delle cose che provo continuamente a fare: affermare un personaggio sensuale e provare disperatamente a negarlo.»

Parole che, a distanza di anni, sono mutate particolarmente, e che hanno espresso tutto il più grande dissenso da parte della formazione britannica e del suo stesso leader, che non sentiva più di essere lo stesso uomo che aveva realizzato, all’età di 18 anni, il più grande successo della band. A tal proposito, il cantante dichiarò: «Il repertorio dei Radiohead racconta anche periodi della mia vita difficili, dolorosi, tormentati. È naturale per me, quando ricanto le vecchie canzoni, immedesimarmi in quegli stati d’animo, come succede quando siedo al piano ed eseguo Pyramid song. Ma non sempre questo è possibile. È uno dei motivi per cui evito di cantare Creep; sono incapace di dar voce a quelle parole, parlano di un uomo che non esiste più».

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.