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Perchè la PFM è una delle migliori band italiane?

Ultimamente ci siamo soffermati molto sul rock italiano, cercando di far cambiare idea a tutte quelle persone che, per un motivo o per un altro, pensano che questo genere non sia abbastanza florido nel nostro paese. Sono tantissime infatti le persone che criticano il rock italiano, supponendo addirittura che ‘rock’ ed ‘Italia’ siano due parole inconciliabili. In questi giorni abbiamo provato a smentire tutte quelle voci che davano il rock italiano per morto, soffermandoci su alcuni grandi band nostrane: gli Afterhours, i Bluvertigo e i Verdena. Oggi, invece, siamo qui per raccontarvi la storia di uno dei più grandi gruppi che l’Italia abbia mai conosciuto, una band che, in un modo o in un altro, ha rivoluzionato completamente il concetto di rock-italiano: la PFM.

Gli esordi: tra “Quelli” e “Krel”

La Premiata Forneria Marconi, anche nota come PFM, è senza ombra di dubbio una delle più grandi band italiane. Una band che, grazie al suo rock progressivo e al suo stile unico, è riuscita a farsi notare anche al di fuori dei confini italiani. La PFM a differenza di tanti altri gruppi è riuscita infatti ad acquistare sempre più visibilità e consensi, in Italia come all’estero: dall’America alla Gran Bretagna, fino ad arrivare al Giappone. Ed è, inoltre, una delle pochissime band nostrane ad essere stata inserita nelle classifiche della celebre rivista americana Billboard. Insomma, la PFM non è stata, non è e non sarà mai una band qualsiasi.

La Premiata Forneria Marconi nasce in realtà come l’evoluzione musicale di un quintetto (Franz di Cioccio, Franco Mussida, Flavio Premoli, Alberto Radius e Teo Teocoli), inizialmente noto come “Quelli” e poi come “Krel“, dedito ad arrangiamenti ed interpretazioni di alcuni dei più grandi artisti italiani: Mina, Battisti e, ovviamente Fabrizio de Andrè. E, alla fine, furono proprio le incredibili capacità interpretative dei singoli membri del gruppo a trasformare la formazione in qualcosa di più di una semplice band d’accompagnamento.

Il successo della PFM, la Premiata Forneria Marconi

La svolta decisiva arrivò quando la band conobbe il musicista Marco Pagani: col suo ingresso, nonostante si dedicasse ancora ad arrangiamenti e piccole collaborazioni, la formazione inizia anche ad affacciarsi verso nuovi orizzonti musicali. C’era, però, ancora una questione da risolvere: quella del nome del gruppo. I Krel sentirono necessariamente il bisogno di cambiare nome e, tra le tante scelte, le opzioni si ridussero a: Isotta Fraschini e Premiata Forneria Marconi.

La scelta, come ben sapete, ricadde sulla seconda opzione: nome ripreso da una forneria di Chiari frequentata da Marco Pagani a cui la band aggiunse “Premiata“. I produttori discografici, però, tentarono in ogni modo di far cambiare idea ai membri del gruppo, ritenendo il nome “Premiata Forneria Marconi” troppo lungo per gli standard dell’epoca. La band era però convinta che più il nome era difficile da ricordare, più sarebbe rimasto impresso e, alla fine, la scelta si rivelò estremamente azzeccata.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)