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Pete Townshend, il primo musicista che iniziò la moda di spaccare chitarre sul palco, perché lo faceva?

Il primo musicista che iniziò la moda di spaccare chitarre sul palco fu Pete Townshend, mente creativa e chitarrista degli Who. Ma perché lo faceva? Andiamo a scoprire questa storia. Peter Townshend è il noto chitarrista del gruppo, ma è anche la principale forza trainante del gruppo, l’autore della maggior parte del materiale, il compositore della maggior parte della musica e l’impulso dietro lo stile degli Who. È stato lui, ad esempio, a essere accreditato come l’iniziatore dello stile Union Jack nell’abbigliamento. Andiamo a vedere perché Pete Townshend faceva quello che faceva.

Un vero gesto punk rock

Il Nostro ha detto in una vecchia intervista per Rolling Stone: “Ho ovviamente rotto molte chitarre. […] All’improvviso ho deciso prima di continuare a rompere le chitarre, in qualsiasi posto io fossi, dovevo essere in grado di uscire dal palco rompendo una chitarra”. Questo gesto divenne talmente tanto importante da condizionare tutto il mondo del rock e, soprattutto, quello del punk. Molti ricorderanno l’esibizione nei primi anni Duemila a Sanremo dei Placebo che decisero di distruggere la loro chitarra e di far casino, ma questo è solo uno dei moltissimi esempi.

Una scelta impulsiva e diretta

Molti hanno chiesto a Pete Townshend il perché lui abbia così tanta voglia di spaccare chitarre sul palco. Ha detto: “No, non è una seccatura parlarne. A volte vengo trascinato a farlo. Posso spiegarlo, posso giustificarlo, posso migliorarlo e posso fare molte cose, drammatizzarlo e letteralizzarlo. Fondamentalmente è un gesto che accade durante l’impulso del momento. Penso che, con lo smash della chitarra, proprio come la performance stessa, è una performance, è un atto, è un istante ed è davvero insignificante”. E pensate che la prima volta che spaccò una chitarra fu totalmente per caso e non lo fece appositamente, anzi.

Un scelto nato davvero per caso

Pete Townshend ha raccontato come è nato quel celebre gesto. Ha detto: “La prima volta è successo per caso. Stavamo solo andando in giro in un club in cui suonavamo ogni martedì e stavo suonando la chitarra e questa ha colpito il soffitto. Si è rotta e in un certo senso mi ha scioccato perché non ero pronto per una cosa del genere. Non volevo davvero che accadesse, ma è successo. E mi aspettavo una cosa incredibile, che era così preziosa per me, e mi aspettavo che tutti dicessero: “Wow, ha rotto la sua chitarra”, ma nessuno ha fatto nulla che mi facesse arrabbiare in un certo senso, e ho deciso a farlo. Ho continuato a rompere la chitarra. Sono saltato su tutto il palco con esso e ho gettato i pezzi sul palco e ho preso la mia chitarra di riserva e ho continuato“. Era un simbolo di forte ribellione, oltre che per motivi sonori e “stilistici”.

Da quel giorno, per sempre

Pete rivelò: “Andai dal mio manager, Kit Lambert, e gli dissi detto: “Possiamo permettercelo, possiamo permettercelo, è per la pubblicità”. Ha detto “Sì, possiamo permettercelo, se riusciamo a ricevere il Daily Mail. L’ho fatto e, naturalmente, il Daily Mail non ha acquistato la fotografia e non voleva conoscere la storia. Dopodiché mi sono deciso di farlo per sempre”. Roger Daltrey, voce degli Who, disse: “Pete Townshend spaccava le chitarre perché gli piaceva il suono. Quando Pete distruggeva una chitarra solitamente ci metteva circa 10 minuti. Era come un agnello sacrificale. […] Era un’incredibile esperienza sonora. Il volume ci avrebbe lasciati con le orecchie che sanguinavano. A volte noi scendevamo dal palco e il fischio nelle nostre orecchie per due giorni non se ne andava via”.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.