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Pink Floyd, Alan Parsons: Ecco perché ha rifiutato di lavorare a Wish You Were Here

L’apporto del leggendario ingegnere del suono e musicista, Alan Parsons, sull’opera dei Pink Floyd, si è rivelato, a dir poco, fondamentale. Alan Parsons ha collaborato con la band nel corso delle sessioni d’incisione del disco che, da molti, viene considerato come il capolavoro indiscusso dei Pink Floyd e che; in ogni caso, rappresenta una pietra miliare nella storia della musica contemporanea. Parliamo del magnifico Dark Side Of The Moon.

Nel corso di una recente intervista rilasciata a Sweetwater, il formidabile musicista e produttore, Alan Parsons, ha riflettuto sul suo coinvolgimento nel classico dei Pink Floyd, Dark Side Of The Moon che; al di la dei giudizi soggettivi, rimane uno degli album più venduti di tutti i tempi. Sembrerebbe che Alan fosse stato invitato dal gruppo a curare anche il loro disco successivo; l’altrettanto straordinario Wish You Were Here, uscito nel 1975. Il musicista, però, rifiutò l’invito dei Pink Floyd. Durante il colloquio, Alan Parsons ha fornito le interessanti motivazioni dietro questa scelta.

Perché Alan Parsons rifiutò di lavorare ancora coi Pink Floyd?

Quando ad Alan Parsons è stato chiesto come mai avesse scelto di rifiutare di collaborare con i Pink Floyd per la produzione di Wish You Were Here, questi ha risposto: “Devo ammettere che fu una decisione molto difficile. Il gruppo mi fece un’offerta molto generosa. Mi misero nelle condizioni di non poter rifiutare, ma c’era già un singolo prodotto da me nella Top 10 britannica, quindi, mi limitai a declinare l’invito dei Pink Floyd, spiegandogli che volessi andare avanti con la mia carriera di produttore. Non avevo alcuna intenzione di diventare un semplice impiegato nello staff dei Pink Floyd. Wish You Were Here non fu un lavoro mio, ma di altre persone”.

Il successo dei suoi singoli influenzò le sue scelte?

Quello stesso anno, il leggendario produttore fondò gli Alan Parsons Project. La domanda dell’intervistatore, quindi, è sembrata sorgere con una spiccata spontaneità. Ad Alan Parsons è, infatti, stato chiesto se, il successo riscosso dai lavori da lui prodotti, l’avesse messo in una condizione di maggiore sicurezza nel momento in cui ha scelto di rifiutare i Pink Floyd. Parsons ha risposto così: Non mi sentivo più sicuro di me, ma avevo raccolto un buon successo con i singoli Pop dei Pilot e di un altro artista inglese chiamato John Miles. Nonostante quest’ultimo non fosse mai riuscito a sfondare negli Stati Uniti, in Gran Bretagna arrivò nella Top 5 con ben due brani”.

“Stavo raccogliendo un numero di consensi a dir poco straordinario con i miei lavori nel Regno Unito. Avevo avuto due brani consecutivamente in vetta alle classifiche dei singoli. Declinare l’offerta dei Pink Floyd mi è, semplicemente, parsa la scelta più giusta da compiere. Il gruppo mi offrì un impiego a tempo pieno come ingegnere in studio e anche dal vivo. Ho riflettuto molto sulla loro proposta prima di rifiutare; ad oggi, la considero ancora la soluzione migliore”.

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)