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Pink Floyd, come la band creò Another Brick in the Wall

Il 30 Novembre del 1979 i Pink Floyd – capeggiati ormai da Roger Waters – rilasciano il loro undicesimo album in studio: The Wall. Una delle tracce lì contenute – con una durata straordinaria di 9:08 – sarà destinata a diventare uno dei brani più iconici e emblematici dell’ideologia floydiana e della musica internazionale. Parliamo del pezzo storico Another Brick in the Wall. Scopriamo in questo articolo come Roger Waters, David Gilmour e soci lo crearono.

THE WALL, LA STORIA E LA COMPOSIZIONE DELL’ALBUM CON ROGER WATERS

Nel 1979 dunque, i Pink Floyd pubblicano il loro undicesimo album in studio: The Wall. Dopo l’allontanamento di Syd Barrett, la direzione del gruppo è sempre più accentrata nelle mani di Roger Waters. E questa “egemonia” è evidente soprattutto in questi ultimi lavori. The Wall si dipana lungo il mondo concettuale e morale del bassista, mentre narra la storia di un personaggio fittizio – Pink – in lotta con i propri, personali, traumi psicologici.

Pink – che di professione, non a caso, fa la rockstar – si è costruito negli anni un Muro, dietro il quale isolarsi per evitare ed allontanare i propri sentimenti. La morte del padre verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, le attenzioni soffocanti di una madre iper-protettiva e l’eccessiva autorità degli insegnanti, lo hanno segnato in modo irreparabile.

PINK FLOYD, VERSO LA ROTTURA DELLA BAND DOPO THE WALL

The Wall ha segnato la storia dei Pink Floyd sotto molti punti di vista. Si assistette, in quel periodo, al lento ma inevitabile disfacimento della formazione originaria. Richard Wright infatti – trasferitosi in Grecia con la nuova moglie – partecipò solo in parte alla lavorazione del disco. E per questo Roger Waters lo licenziò e – durante il tour promozionale – lo relegò a ruolo di turnista. I contrasti sempre più evidenti tra i membri portarono all’addio del bassista del 1985 – dopo la pubblicazione di The Final Cut.

ANOTHER BRICK IN THE WALL, LA STRUTTURA IN TRE PARTI

Another Brick in the Wall – contenuto nell’undicesimo album The Wall – è stato scritto interamente da Roger Waters e diviso in tre parti. Ciascuna sezione – che riprende tematiche e concetti delle precedenti – mostra una rabbia crescente, in un climax ascendente. In particolare, si inizia con la tristezza, per passare ad un tono di protesta che sfocia infine nella disperazione irata dell’ultima parte.

PINK FLOYD, COMPOSIZIONE E TEMI DI ANOTHER BRICK IN THE WALL

La prima parte di Another Brick in the Wall è dunque dominata da un tono e un’atmosfera pacati, ma in realtà velati dalla malinconia del protagonista, Pink. Sul tappeto ritmico creato dalla chitarra ipnotica di David Gilmour, la rockstar sente tutto il peso dell’assenza del padre, rimpiangendo di non averlo mai conosciuto. Questo trauma sarà il primo mattone del Muro mentale che Pink si costruisce attorno. Il climax crescente delle tre parti – oltre che concettuale – è soprattutto musicale.

Nella seconda sezione, intesa come critica di un sistema educativo eccessivamente rigido, i Pink Floyd aumentano il ritmo, sostenuti da un coro di bambini. L’iconico We Don’t Need No Education è destinato a fare storia. E la coda finale si aggancia ad un assolo, che conduce direttamente alla terza parte. Qui la disperazione e la rabbia di Pink la fanno da padrone. Il protagonista vede tutto la grandezza della propria solitudine mentre tutte le persone della sua vita sono ridotte a mattoni del suo Muro.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.