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Pink Floyd: come la band ha affrontato l’abbandono di Roger Waters

Ci sono momenti in grado di segnare la storia di una band. Ad esempio, per quanto riguarda i Pink Floyd, sono numerosi gli eventi spartiacque nel loro lungo percorso artistico. Il primo fu senz’altro l’addio di Syd Barrett, il primo frontman licenziato a causa di seri problemi psicologici dopo tre anni molto intensi. Il secondo coincise con l’abbandono di Roger Waters, che dopo un periodo di autentico predominio decise di andarsene in maniera alquanto traumatica. Ecco come la band affrontò la fine di un’era.

La predominanza di Waters sugli altri membri della band

Prima di lasciare i Pink FloydRoger Waters ne divenne il leader assoluto. Il culmine del suo fervente periodo artistico fu rappresentato da The Wall, autentico capolavoro del 1979 dal successo planetario. L’opera si occupa delle tematiche della solitudine e della scarsa comunicazione dovute alla presenza di un vero e proprio muro. Quindi, quattro anni dopo, fu la volta di The Final Cut, l’album durante il quale i rapporti tra Waters e David Gilmour peggiorarono in maniera definitiva. Non a caso, dopo questo lavoro discografico, i Pink non intrapresero alcun tour.

L’addio di Roger Waters ai Pink Floyd

Nel mese di dicembre del 1985, Roger Waters decise di andarsene via dai Pink Floyd in maniera definitiva. Il cantautore definì la band come un “inutile spreco d’energia” ed era convinto che il suo addio avrebbe condotto ad un suo scioglimento definitivo. Intraprese anche una battaglia legale contro gli altri due membri principali, Gilmour e Nick Mason, per decidere chi potesse continuare a tenere il nome del gruppo. Waters perse, ma ciò non gli impedì di continuare a suonare le canzoni dei Pink nei vari concerti.

Il nuovo staff ingaggiato da Gilmour e Mason

Dopo l’abbandono di Waters, Gilmour e Mason decisero di riflettere per un anno prima di tornare con un nuovo disco, intitolato A Momentary Lapse of Reason. Per questo lavoro, la coppia chiese aiuto ad un nuovo staff di professionisti. Come co-produttore e aiuto-compositore, venne scelto Bob Ezrin. Collaborò a Learning to Fly Jon Carin, mentre come paroliere arrivò Anthony Moore, membro della band degli Slapp Happy. A partire dall’album successivo, The Division Bell, tornò in scena anche Richard Wright, che si era disimpegnato dai progetti della band.

Le dichiarazioni di Gilmour e Mason dopo l’addio di Roger Waters

Come hanno reagito David GilmourNick Mason all’addio di Roger Waters ai Pink Floyd? Il primo non ha nascosto un certo sollievo ad un abbandono del genere. “La separazione da Waters non è stata un peso. Anzi, è stata l’opportunità per rialzarmi dal torpore. Lui ha affinato la sua capacità da compositore fino a raggiungere il picco con The Dark Side of the Moon e The Wall. Alla fine, nonostante il suo addio, credo sia andato tutto bene”. Un po’ diversa fu la reazione di Mason: “Eravamo consapevoli che prima o poi Roger se ne sarebbe andato. Io e David ci aspettavamo quel momento da tempo e saremmo andati comunque avanti. È stato un po’ come quando è morto Stalin ci sono voluti tre o quattro anni per recuperare da quella situazione. Se non avessimo avuto il pazzo Syd e il folle Roger, non saremmo mai diventati ciò che siamo”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)