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Pink Floyd, Comfortably Numb: la canzone nata da un litigio

I Pink Floyd, nati a Londra nel 1965 dalla mente geniale di Syd Barrett, hanno scritto pagine importanti nella storia della musica. Il gruppo britannico ha rilasciato alcuni dei brani più belli della storia del rock: Another Brick in The Wall, Shine On You Crazy Diamond, Wish You Were Here e Comfortably Numb, infatti, sono considerati ancora oggi delle pietre miliari della musica mondiale. E, in questo articolo, vogliamo soffermarci su una canzone in particolare: Comfortably Numb, nata in seguito ad un acceso dibattito tra Roger Waters e David Gilmour.

Comfortably Numb, la canzone dei Pink Floyd nata in seguito ad un litigio

Iniziamo col dire una cosa che forse non tutti sanno: Comfortably Numb nel 1989 è stato votato dagli appassionati del genere come il brano più bello dell’intera discografia dei Pink Floyd. Ancora oggi, inoltre, sono tantissime le persone che condividono questo pensiero. Pubblicata nel 1979 ed estratta dall’iconico album The Wall, Comfortably Numb è nata in realtà in seguito ad un’animata discussione tra Roger Waters e David Gilmour. E, sia chiaro, non stiamo parlando di un confronto pacato e tranquillo, ma di un vero e proprio ‘scontro all’ultimo sangue’. D’altro canto i due artisti non sono mai stati due personaggi tranquilli e pacati: e, strano ma vero, è proprio grazie a queste tensioni interne che la band è riuscita a sfornare uno dei più grandi successi della storia della musica.

La prima cosa su cui erano in disaccordo Roger Waters e David Gilmour era l’impronta da dare al brano Comfortably Numb: il chitarrista avrebbe voluto virare verso uno stile simile al grunge, il bassista invece aveva idee completamente differenti.

“Per il brano Comfortably Numb io e Roger abbiamo litigato come dei pazzi. Veramente un gran litigio, durato per anni ed anni”, ammise successivamente Gilmour.

Il sedativo e l’esperienza allucinante del musicista Roger Water

Il testo del brano è tratto da una storia vera, un’esperienza realmente vissuta da Roger Waters durante il tour promozionale del disco Animals risalente al 1977. Una sera, infatti, prima di uno show a Philadelphia un dottore consigliò vivamente al musicista di iniettarsi un sedativo per l’epatite. Il medicinale, però, causò non pochi effetti collaterali all’artista: nausea, vista sfocata e mani intorpidite. Lo stesso Waters, tempo dopo quell’inquietante e interminabile show, confessò:

“Quelle furono le due ore più lunghe della mia vita. Cercai in ogni modo di mandare avanti lo show, ma riuscivo a stento a sollevare il braccio. Posso dire con certezza che quello fu lo spettacolo più lungo della mia vita.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)