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Pink Floyd e Paul McCartney, quando i loro manager litigarono furiosamente

Il 30 giugno del 1990, si è tenuto uno dei concerti rock più importanti in Gran Bretagna. Il grande evento ha avuto sede presso la Knebworth House e ha visto la presenza di alcune delle personalità più importanti della storia della musica locale e non solo. In determinate circostanze, il rischio di andare incontro a possibili gelosie e liti di una certa veemenza era piuttosto concreto. In quel caso, furono protagonisti principali i manager dei Pink Floyd e dell’ex cantante dei Beatles Paul McCartney. La disputa scaturì da motivazioni alquanto futili, ma abbastanza frequenti per star di un certo calibro.

Lo straordinario evento della Knebworth House

Come già accennato nelle righe precedenti, il concerto della Knebworth House era davvero molto atteso da cantanti, musicisti e semplici appassionati. La struttura corrispondeva ad una dimora sontuosa, circondata da giardini incantevoli. Con una cornice di questo tipo, l’iniziativa che stava per andare in scena prometteva di restare nella storia della musica rock. Non a caso, c’era chi definiva quell’evento come “il miglior concerto rock inglese di ogni epoca”. Le star che sarebbero dovute salire sul palco erano davvero molteplici e tutte di primissima categoria. Da Robert Plant ad Eric Clapton, da Elton John ai Dire Straits, passando per i Genesis, i Tears for Fears, gli Status Quo e Phil Collins, le attrazioni non mancavano. A tutti questi fuoriclasse, possiamo aggiungere due realtà del calibro di Paul McCartney e dei Pink Floyd. Sono proprio i loro rispettivi manager ad essere i veri protagonisti della vicenda che stiamo per raccontarvi.

Il ricordo del designer Aubrey Powell

Quando troppe stelle stanno per salire sullo stesso palco, il rischio di litigare è abbastanza concreto. Entrando nei particolari, la disputa vide come contendenti Steve O’ Rourke, manager dei Pink Floyd, e Richard Odgen, produttore di Paul McCartney. Il designer dello studio Hipgnosis Aubrey Powell, stretto collaboratore dell’autore delle copertine dei Floyd Storm Thorgerson, ha ricordato ciò che è accaduto in quei momenti. “La discussione riguardava la chiusura dello spettacolo”, ha esordito Powell. “Ci furono diverse liti su chi avrebbe dovuto chiuderlo. I due manager di McCartney e dei Pink Floyd stavano litigando nei pressi del palco. Steve O’ Rourke voleva far scendere Paul dal palco, con Richard Odgen che gli rispose in maniera sarcastica. Stavano per venire alle mani! È stata una tempesta molto violenta, una bufera orrenda. Nell’occasione, David Gilmour stava per essere spazzato via dal palco. Un momento incredibile per tutto il pubblico, oltre che spiacevole per i componenti dei Floyd”.

La testimonianza del chitarrista dei Pink Floyd David Gilmour

Anche David Gilmour, lo storico chitarrista dei Pink Floyd, ha ricordato quegli strani momenti in un episodio del podcast The Lost Art of Conversation, da lui realizzato. “Avevo detto a Steve O’Rourke di suonare in un orario al buio. Pensavamo di poter chiudere lo spettacolo, ma alcune persone non erano d’accordo. Abbiamo suonato a tarda sera, ma con mezz’ora di pioggia e vento fortissimi, che ci arrivavano dritti addosso. Con tutti quegli attrezzi elettronici, era molto pericoloso. Potevamo ripararci da quella pioggia o lasciarci andare. Abbiamo scelto di uscire e godercela”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)