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Pink Floyd: Ecco perché Syd Barrett lasciò la band

I Pink Floyd sono una delle Rock Band più grandi di tutti i tempi. Il loro apporto sulle scene musicali moderne è, a tutt’oggi, profondissimo. La leggenda dei Pink Floyd affonda le radici nel movimento rivoluzionario della psichedelia, della seconda metà degli anni ’60. Si parla di un sottogenere di tendenza al quale aderirono numerosissime band di spicco della British Invasion, tra cui i Beatles. I Pink Floyd seppero affermarsi in men che non si dica come dei capostipiti assoluti sulla scena. Syd Barrett, membro fondatore, chitarrista, cantante e mente visionaria del gruppo, fece in modo che la loro opera si distinguesse per avanguardia ed eclettismo sul panorama di quegli anni.

Ai Pink Floyd degli albori dobbiamo numerosissime innovazioni in ambito tecnico-musicale. La band capitanata da Syd Barrett arrivò a rivoluzionare il modo di fare musica dal vivo, dalle radici. Effetti di luce rudimentali ed esecuzioni lisergiche, resero gli show dei Pink Floyd un evento imperdibile per la gioventù inglese degli anni ’60. Purtroppo, però, la band era ignara del fatto che la tragedia sarebbe stata dietro l’angolo. Syd Barrett, sofferente di gravi malattie mentali, peggiorò le sue condizioni a livelli critici a causa dell’abuso di sostanze stupefacenti cui cadde vittima, arrivando ad essere allontanato dai Pink Floyd. In quest’articolo, scopriremo nel dettaglio i motivi per i quali, il Diamante Pazzo dei Pink Floyd, Syd Barrett, venne portato a lasciare la band per sempre.

Il vero motivo per cui Syd Barrett lasciò i Pink Floyd

Syd Barrett aveva appena vent’anni quando regalò al mondo The Piper At The Gates Of Dawn; rivelandosi una Star particolarmente dotata e precoce per i canoni dell’epoca. Nell’inverno del 1966, i Pink Floyd, avevano appena dato inizio alla loro straordinaria ascesa psichedelica. Le cose andarono bene per un po’, finché David Gilmour, che sarebbe poi subentrato a Barrett, venne invitato ad una sessione d’incisione per il nuovo singolo del gruppo intitolato See Emily Play. In quel tempo, Barrett era già una Rock Star alla ribalta, con un suo personalissimo fan club e una posizione sociale affermata.

In quell’occasione, David Gilmour, che era amico di Syd Barrett da molto prima che i Pink Floyd vedessero gli albori, notò immediatamente che, in lui, qualcosa stesse cambiando in negativo. Sebbene i presentimenti di Gilmour si sarebbero, ben presto, rivelati corretti, Barrett era ancora lontano dal suo tracollo. A metà 1967, le cose peggiorarono tristemente in fretta. La band avrebbe dovuto proporre See Emily Play  a Top Of The Pops, ma Syd non si presentò. Nel corso dei mesi successivi, Barrett raggiunse un livello di instabilità tale da rovinare tutti gli show della band.

A quel punto, i Pink Floyd decisero di procedere con Syd e Gilmour insieme. La band eseguì solo cinque spettacoli con questa line up, per poi arrivare, nel 1968, alla spiacevole decisione di allontanare Barrett. Da allora, Syd si sarebbe perso in sé stesso e i Pink Floyd lo avrebbero intravisto per un’ultima, fatidica, volta, in studio, mentre incidevano l’album a lui dedicato, Wish You Were Here; pietra miliare della storia del Rock.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.