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Pink Floyd, i 5 brani più sottovalutati della band

I Pink Floyd, nati a Londra nel 1965, sono uno dei gruppi più amati ed apprezzati del pianeta. La band britannica, partorita dalla mente geniale di Syd Barrett, ha rilasciato alcuni dei brani più belli della storia del rock: da Another Break in the Wall a Wish You Were Here, fino ad arrivare a Comfortably Numb e Shine On Crazy Diamond. Oggi, però, non ci soffermeremo tanto su queste iconiche canzoni, quanto su una serie di singoli che col tempo sono rimasti nell’ombra. Andiamo quindi a scoprire i brani più sottovalutati dei Pink Floyd.

The Final Cut

Partiamo con The Final Cut. In questo brano, estratto dall’omonimo album del 1983, poesia e musica si uniscono in un unico nucleo esistenziale. Tra angosce, dubbi, sogni e realtà, Roger Waters racconta le paure di un uomo disilluso dalla vita, in cui si alternano speranze e disperazione, vittorie e sconfitte. C’è poi una frase emblematica nel brano, che racchiude l’intero significato di questo concept album: “non ho mai avuto il coraggio di dare il taglio finale.”

A Pillow of Wind

E, adesso, veniamo al secondo brano in questione: A Pillow of Wind. Questa dolce canzone acustica, estratta dal disco del 1971 Meddle, è una delle poche canzoni d’amore della band e, forse, proprio per questo è finita nel dimenticatoio. Pillow of Wind, inoltre, ha avuto la sfortuna di essere eclissato da uno dei singoli più belli dell’intera carriera dei Floyd e presente nel medesimo album: Echoes.

Cymbaline

Cymbaline è un brano dei Pink Floyd pubblicato nell’album del 1969 Soundtrack from the Film More. Il singolo racconta di un uomo che, nel bel mezzo di un incubo, non riesce più a ritrovare la sua dolce metà: Cymbaline, appunto. Chi ha avuto la fortuna di assistere ad uno show dal vivo di Gilmour e soci avrà notato che questa canzone è una costante nei loro concerti e, soprattutto, avrà notato come l’esecuzione cambi da spettacolo a spettacolo.

Childhood’s End

In questa classifica dei brani più sottovalutati dei Pink Floyd, non poteva certo mancare Childhood’s End. Pubblicata nel 1972 e presente nel disco Obscured by Clouds, è stata l’ultima canzone della band britannica attribuita interamente a David Gilmour. Nel 2016, inoltre, è stato pubblicato un remix del brano in occasione dell’uscita del boxset “The Early Years 1965-1972″. Per quanto riguarda il titolo del titolo, infine, è ripreso da un romanzo di fantascienza di Arthur C. Clarke.

Sorrow

E, dulcis in fundo, Sorrow. L’ultimo brano di questa speciale classifica è stato pubblicato nel 1987 come traccia conclusiva dell’album A Momentary Lapse of Reason e, inoltre, è stato composto quasi interamente da David Gilmour durante un tranquillo weekend nella sua casa galleggiante ad Astoria. Il brano presenta una caratteristica ben precisa e senza precedenti: Gilmour per la prima volta ne compose prima il testo e poi, successivamente, la melodia.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)