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Pink Floyd: il significato della copertina di ‘Meddle’

Sono tantissime le band nel mondo del rock che hanno saputo coniugare -perfettamente- arte visiva e musica. Possiamo citare, infatti, un’infinità di esempi: dal bambino nudo che insegue una banconota di Nevermind alla famosa banana di Andy Warhol e i Velvet Underground, passando per l’iconico prisma di The Dark Side of The Moon e l’immenso artwork di Somewhere in Time degli Iron Maiden. Insomma, quando Musica ed Arte si incontrano il risultato non può che essere stupefacente. I Pink Floyd, naturalmente, sono tra le formazioni che maggiormente hanno saputo curare l’aspetto visivo, oltre che musicale. Le copertine della band britannica sono praticamente uniche e facilmente riconoscibili. Guardando certi artwork -come la mucca di Atom Heart Mother o i due uomini che si stringono la mano di Wish You Were Here– non possiamo fare a meno che collegarli ai Pink Floyd. In questo articolo vogliamo soffermarci in particolar modo sul sesto album in studio dei Pink FloydMeddle– analizzando il significato che si cela dietro quell’enigmatica copertina.

Pink Floyd: il significato della copertina di ‘Meddle’

Meddle, sesto album dei Pink Floyd pubblicato il 31 ottobre del 1971, consegnerà alla storia della musica due pietre miliari come ‘One of These Days‘ ed ‘Echoes‘. All’epoca la band era a corto di materiale già pronto su cui lavorare e senza alcuna idea precisa della direzione da dare al disco e, infatti, a differenza di tutti gli esperimenti sonori che sfociavano in un unico tema incentrato sulle liriche di Roger Waters, Meddle si presenta più come uno sforzo collettivo.

L’iniziale proposta di Storm Thorgerson

Lo stesso discorso vale poi per la copertina di Meddle: si tratta, infatti, del primo ed unico artwork firmato e pensato dagli stessi Pink Floyd che, per una volta, non si affidarono al genio di Storm Thorgerson. Il fotografo e designer britannico propose infatti alla band di usare come copertina una ripresa ravvicinata dell’ano di un babbuino. Certo, l’idea era alquanto bizzarra, ma Thorgerson aveva in più e più occasioni proposto ai Floyd lavori a dir poco unici ed inimitabili.

La band dopo averci pensato attentamente scartò l’idea di Thorgerson e propose piuttosto di utilizzare per la copertina di Meddle un primo piano di un orecchio sott’acqua (fotografato poi da Bob Dowling). Storm Thorgerson non fu per niente soddisfatto del lavoro finale, dando in parte la colpa agli stessi Floyd: “Penso che quella copertina non sia all’altezza di un album così grande come Meddle”. Nonostante l’opinione del fotografo britannico, la copertina di Meddle è ancora oggi una delle più apprezzate -ed enigmatiche- dell’intera discografia dei Pink Floyd.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)