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Pink Floyd: la leggenda che lega la band al Mago di Oz

Nella storia del rock si sono sviluppate tantissime leggende differenti, che hanno preso in esame artisti, cantanti, band, album, canzoni e tanto altro ancora. Queste leggende sono sempre state dettate da un atteggiamento che ha portato a mitizzare alcune storie, pur con uno sfondo di realtà che non può essere non preso in considerazione. Ne sanno qualcosa i Pink Floyd, che hanno visto nascere e svilupparsi, davanti ai loro occhi, una leggenda relativa al loro album più famoso. Secondo questa leggenda, The Dark Side of the Moon è stato composto sulle immagini del Mago di Oz. Non c’è certamente da specificare che cosa sia il secondo: il celebre film di Fleming ispirato all’omonimo romanzo gode di eterna fama.

La sincronia tra The Dark Side Of The Moon e Il Mago di Oz

Certamente, a dimostrazione di quanto detto, c’è da dire che l’album dei Pink Floyd e il Mago di Oz sono perfettamente sincronizzati. O quasi. Il film, innanzitutto, dura 101 minuti (poco meno di due ore) contro i “soli” 42 dell’album di David Gilmour e compagni. Non sembra essere, però, un eccessivo problema: è ipotizzabile una ripetizione dell’album stesso, o di alcuni suoi brani, in modo da colmare la differenza nei tempi.



In alcuni momenti, la sovrapposizione sembra essere palese. Sia dal punto di vista tematico (quando, ad esempio, Dorothy torna a casa sul letto – e subito vengono in mente le parole  “Home, home again, I like to be here when I can”) sia, se non vi convince la prima ipotesi, dal punto di vista sensoriale (le campanelle che ci sono quando entra in scena la strega sono le stesse che si possono sentire nell’intro di Time). Analogie si trovano anche dal punto di vista tecnico: i cambi di scena sembrano sempre corrispondere al passaggio da una canzone all’altra.

La risposta dei Pink Floyd e la smentita di David Gilmour

Pink Floyd hanno visto nascere e svilupparsi questa leggenda davanti ai loro occhi, tanto che ad un certo punto le domande si sono moltiplicate e non è mancato chi ha chiesto ai membri stessi della band se, per quanto supposto, ci fosse un fondo di verità. La smentita dei Pink Floyd non è tardata ad arrivare, però. Tutti e quattro i membri hanno sempre negato che ci fosse la volontà di realizzare un prodotto che fungesse da ideale colonna sonora del film.



A negarlo, particolarmente, fu Roger Waters che ritenne le voci divertenti. Un’altra smentita fondamentale ci fu da parte di Alan Parsons, tecnico del suono che – naturalmente – ha lavorato con la band nell’ambito della registrazione dell’album e ha dichiarato di non aver mai sentito parlare del film. Bisognerebbe, dunque, credere che tutte le analogie siano delle semplici coincidenze e che l’album non è stato pensato per essere completamente sincronizzato al capolavoro di Fleming.



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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.