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Pink Floyd: lo strano e misterioso legame tra The Dark Side of the Moon e il Mago di Oz

Come spesso abbiamo sottolineato nel corso delle nostre pubblicazioni, le curiosità e gli aneddoti che riguardano alcuni dei prodotti che maggiormente hanno ottenuto successo nella storia della musica sono molteplici e, allo stesso tempo, caratterizzano gran parte dell’identità di quegli stessi prodotti, al di là delle abilità e delle determinazioni con cui questi stessi sono stati realizzati. Parliamo di aneddoti che hanno fatto la storia, di narrazioni particolarmente apprezzate da parte di fan e sostenitori di determinate teorie, oltre che di curiosità che non possono non essere sottolineate. Nell’ambito di questo nostro articolo vogliamo parlarvi dello strano e misterioso legame che c’è tra The Dark Side of the Moon e il Mago di Oz, due realtà artistiche che hanno fatto la storia per la loro incredibile bellezza e che, secondo una leggendaria e amatissima narrazione, potrebbero essere tra di loro collegate. In che modo? Cerchiamo di spiegarvelo nel dettaglio.

The Dark Side of the Raimbow e la sincronia tra il disco dei Pink Floyd e il Mago di Oz

Il misterioso legame di cui parliamo deriva da una particolare sincronia, che si evidenzia soprattutto dal punto di vista prettamente strumentale e semantico, che c’è tra il celebre album dei Pink Floyd e Il Mago di Oz, prodotto artistico di grandissimo livello e che ha fatto la storia della cinematografia. Due prodotti molto distanti, tra di loro, nel tempo, ma che allo stesso tempo possono essere avvicinati per quella possibile sovrapposizione che si evidenzia guardando ai due prodotti.

In effetti, il capolavoro dei Pink Floyd sembra essere stato pensato per una completa sovrapposizione al film, nonostante questo stesso abbia una durata di 101 minuti, contro i 42 del disco più celebre di sempre della formazione britannica. Talvolta, dicevamo, le sovrapposizioni sembrano essere perfettamente dettate da una strumentazione elegante, e in grado di rispettare i momenti del film al 100%: quando la strega entra in scena all’interno del film, infatti, si inizia ad ascoltare anche il suono delle campanelle che compongono l’intro di Time; in altre occasioni, la sovrapposizione sembra essere ideale, ma comunque significativa: quando Dorothy torna a casa e si sdraia a letto si può sentire, allo stesso ed esatto momento, cantare “Home, home again, I like to be here when I can”, mentre quando corre Roger Waters canta “no one told you when to run“.

Il legame tra The Dark Side of the Moon e Il Mago di Oz è reale?

Ora, considerando anche che la maggior parte dei cambi di scena de Il Mago di Oz corrisponde ad una nuova canzone dei Pink Floyd, vien da chiedersi se questo legame sia reale o soltanto frutto di una serie di, pur emozionanti, coincidenze. E’ ovvio che i Pink Floyd e Alan Parsons non abbiano mai confermato questa teoria, che allo stesso tempo appare rinforzata da tutti gli elementi che potremmo considerare, anche se apparentemente irrilevanti: del resto, in nessun caso la visione d’insieme di questi due capolavori cambierebbe, e dunque non appare più di tanto necessario capire quale sia la verità.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.