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Pink Floyd, Nick Mason: “ecco quali sono i brani che mi hanno cambiato la vita”

Nick Mason, membro fondatore ed ex batterista dei Pink Floyd, a distanza di venticinque anni dall’ultimo lavoro con la sua storica band, ha deciso di tornare alle sue vecchie abitudini formando un nuovo supergruppo: i Saucerful of Secrets. Con l’obiettivo di reinterpretare i primissimi brani dei Floyd, Nick Mason ha coinvolto nel progetto anche Guy Pratt (suo vecchio collega nei Pink Floyd), Gary Kemp degli Spandau Ballett, il chitarrista Lee Harris e il tastierista Dom Beken. Ultimamente, poi, Nick Mason -in un’intervista riportata da NME– si è soffermato anche su una serie di brani che hanno cambiato per sempre la sua vita e il suo modo di vedere la musica.

La prima canzone a farlo innamorare della musica: Elvis Presley – Blue Suede Shoes

“Con Elvis iniziò la storia del rock and roll. Insieme a Bill Haley ha cambiato completamente il modo di concepire la musica.”

Il primo album mai comprato: Elvis Presley, Elvis Presley

“Quella foto in bianco e nero di Elvis e quella scritta ‘Elvis Presley’ color verde e rosa: quell’album era speciale. Era un disco pieno di successi, come ad esempio ‘Blue Suede Shoes’.”

Il primo concerto mai visto: Tommy Steele – Hackney Empire (1957)

“Anche Tommy Steele era un genio, pure piuttosto bizzarro come Elvis. Ricordo che era l’headliner dell’Hackney Empire e io avevo circa 13 anni. Ricordo che indossavo ancora l’uniforme della scuola, perchè andai ad assistere allo show subito dopo le lezioni.

Il brano riscoperto durante il lockdown: Burlesque – Family

“Una delle prime cose che ho fatto durante il lockdown è stata portare tutti i miei vinili da Londra a Wiltshire, così facendo ho riscoperto una serie di brani che avevo dimenticato, come ad esempio la ‘Family’. Burlesque mi ha portato indietro nel tempo, nel vero senso della parola.”

La canzone che gli ricorda l’adolescenza: Duane Eddy – Peter Gunn

“Probabilmente è stata una delle prime canzoni che ho provato a replicare con la chitarra, anche se non sono mai stato un chitarrista. Poco dopo nacquero i Pink Floyd e, visto che già c’era un chitarrista e che non avrei mai voluto essere un bassista, decisi di prendere una batteria.”

Il pezzo che avrebbe voluto scrivere: Bob Dylan – Blowin’ in the Wind

“In realtà avrei voluto scrivere qualsiasi opera di Bob Dylan, il più grande cantautore di tutti i tempi. Un genio, diverso da qualsiasi altro artista.”

La canzone che non riesce a togliersi dalla testa: Pink Floyd – Comfortably Numb

“Mi succede spesso in realtà, quando registro o provo qualcosa poi durante la notte non riesco a smettere di pensarci.”

Il brano che non riesce più ad ascoltare: Eagles – Hotel California

“Naturalmente si tratta di una grande canzone, sia chiaro. All’epoca, però, era dappertutto. Ogni singola stazione radio la trasmetteva a ripetizione.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)