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Pink Floyd, quali sono le canzoni più suonate dalla band nei concerti

Pink Floyd fanno parte a pieno titolo della storia del rock grazie alla loro capacità di sapersi evolvere musicalmente, restando sempre al passo con i tempi. In particolare, le loro esibizioni live sono acclamate in tutto il mondo, con alcuni brani dalla qualità assoluta. Ecco quali sono le 10 canzoni più suonate nei concerti dei Pink Floyd, in oltre trent’anni di musica dal vivo straordinaria.

10. Run Like Hell

Partiamo subito da un brano fuori dal comune. Risale al 1980 Run Like Hell, secondo singolo di uno degli album più acclamati dalla band, The Wall. Come gli altri brani dell disco, vede come protagonista Pink, un personaggio preso da forti allucinazioni che suona ad un concerto e ha atteggiamenti nazisti. Canta Roger Waters con il sottofondo di David Gilmour, che urla spesso “Run, run, run”.

9. Comfortably Numb

Questo brano viene considerato come l’autentico inno dei Pink Floyd. Contiene un assolo di chitarra leggendario, realizzato da Gilmour e riproposto in tutti i tour possibili, compreso il congedo del 2005 al Live 8 insieme a Waters. La canzone risale anch’essa al 1980 e all’album The Wall.

8. Wish You Were Here

Proseguiamo con uno dei brani più toccanti della band britannica. Questa canzone del 1975, inserita nell’omonimo album, non fu suonata fino al gennaio 1977, quando fu inserita nella scaletta del tour di Animals. Come tanti altri successi del gruppo, è stato dedicato a Syd Barrett, il primo frontman allontanato nel 1968 a causa di seri problemi mentali e all’assunzione di sostanze stupefacenti.

7. On The Run

Nello straordinario album The Dark Side of the Moon, risalente al 1973, trovò spazio anche la sorprendente musica elettronica di On The Run. Ha sempre preceduto Time ed è stata suonata dai concerti della band fino al 1975, per poi essere ripescata da Gilmour verso la fine degli anni ’80.

6. The Great Gig In The Sky

Anche questo brano appartiene al capolavoro The Dark Side of the Moon ed è conosciuto soprattutto per il lungo assolo vocale di Clare Terry. Fu suonato dalla band fino al 1975 per poi trovare nuova linfa in tempi moderni sotto la guida di David Gilmour. Venne riproposto negli anni ’80 in occasione dei tour di A Momentary Lapse Of Reason e The Division Bell.

5. Shine On You Crazy Diamond (parte I-V)

Nel 1974, i Pink Floyd diedero vita ad un autentico capolavoro della loro leggendaria produzione. Fu inserito in Wish You Were Here e dura più di 13 minuti, ai quali bisogna aggiungere i 12 e mezzo della seconda parte. Si tratta di un altro omaggio indimenticabile nei confronti del primo frontman Syd Barrett.

4. One Of These Days

Risale al 1971 One Of These Days, che apriva l’album Meddle. Il gruppo inglese ha suonato questa canzone fino al 1974, per poi riprodurla a partire dai tour del 1987. Il pezzo è quasi interamente strumentale, ad eccezione di un’unica frase dispregiativa rivolta a Jimmy Young, DJ della BBC odiato da Waters.

3. Time

È del 1974 un altro dei brani più osannati della storia dei Pink FloydTime è una delle poche canzoni scritte insieme da Waters, Gilmour, Richard WrightNick Mason e il suo testo strizza l’occhio alla filosofia. Un brano quasi immancabile nei concerti della band, anche grazie ad un’energia fuori dal comune e ad una melodia ammaliante.

2. Us and Them

Us and Them fu scritta da Waters e Wright nel 1969 e l’assolo di pianoforte del secondo era stato realizzato per il film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, ma il regista non lo inserì per la sua eccessiva tristezza. Fu inserito nel 1973 nel già citato disco The Dark Side of the Moon ed è stato riproposto in tutti i tour della band.

1. Money

La vetta della classifica viene occupata da Money, forse il pezzo più orecchiabile in assoluto dei Pink Floyd. Fu inciso nel 1973 nel disco The Dark Side of the Moon ed è sempre stato suonato nei concerti della band, fino a toccare lo straordinario record di 536 esibizioni. Si tratta di una critica sarcastica nei confronti dell’ossessione per il denaro.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)