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Pino Daniele: La storia della meravigliosa Napul’è

Pino Daniele si affermò sin dai suoi primi anni di attività come la voce di Napoli nel mondo. La sua opera ha rivestito di nuovo lustro la scena musicale italiana in ambito internazionale, provando che, la nostra, non fosse solo una terra di illustri tradizioni, ma anche la culla di innovatori assoluti. Lo stile musicale di Pino Daniele, del resto, gli ha permesso di diventare immortale, consacrando il suo nome all’eternità. La discografia di Pino Daniele contiene alcune gemme dal raro splendore che, ancora oggi, echeggiano nel cuore e nella mente di diverse migliaia di appassionati.

Pino Daniele è stato un musicista riconosciuto in ambito internazionale, capace di affascinare leggende della musica moderna come Eric Clapton, con cui coltivava una straordinaria amicizia. Il suo approccio alla composizione era unico. Meticoloso e attento ad ogni sfaccettatura del suo sound, Pino Daniele rivestiva i suoi brani di un profondo lirismo e di un carico emozionale meraviglioso. Le canzoni di Pino Daniele sono un’esplosione di empatia. Un connubio di emozioni capace di far innamorare anche gli ascoltatori più esigenti.

Napul’è è uno dei brani più evocativi nella discografia di Pino Daniele. Il leggendario cantautore diede vita alla canzone nel 1977 e vede la partecipazione di Antonio Sinagra nelle vesti di arrangiatore. Sin da quando la propose per la prima volta, a Radio Eurosound, Napul’è si affermò nell’immaginario collettivo nazionale come l’inno della Napoli in Blues. Di li a poco, Daniele avrebbe innescato una rivoluzione sonica, che vide il suo epicentro nel napoletano, capace di travolgere prima l’Italia e poi il mondo intero. In quest’articolo, abbiamo deciso di raccontare la storia ed il significato di Napul’è, rendendo omaggio alla magnifica opera di Pino Daniele.

La storia di Napul’è, capolavoro di Pino Daniele

Napul’è è un capolavoro indiscusso della musica contemporanea. Pino Daniele lo scrisse scrutando il lungomare napoletano di Mergellina. La storia di Napul’è, o per meglio dire, il suo significato, affonda le radici nelle controversie che attanagliano la meravigliosa città di Napoli. Parliamo di una metropoli dal patrimonio storico, artistico e culturale inestimabile che; sin dai tempi più remoti, cade vittima dell’indifferenza della società e dei drammi interni che ne sporcano la superficie. In Napul’è, Pino Daniele tesse scenari reali, lontani dalle immagini folkloristiche di una Napoli danzante e sempre in festa.

Con Napul’è, Pino Daniele mise un accento, non solo sulla meravigliosa storia della città, ma soprattutto sui demoni che ne osteggiano lo splendore. Da sempre, il brano si leva come una dichiarazione d’amore e rassegnazione nei confronti della città; ergendosi con una solennità disarmante, nella speranza di poter, presto, spalancare una finestra assolata sulle sorti di Napoli. Pino Daniele si affermò come la voce di Napoli a partire da Napul’è, per questo, la sua, è sicuramente una storia che valeva la pena di essere raccontata. L’opera di Daniele rimane vivida e immortale nel cuore del popolo napoletano e degli appassionati di musica del Bel Paese, certi del fatto che, la sua vita e il suo contributo alla cultura contemporanea, rimarranno indimenticati in ognuno di noi.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)