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Pooh, la storia del concept album “Parsifal”

I Pooh hanno fatto dei dischi veramente importanti nella storia della musica italiana. Analizziamo insieme la storia del concept album “Parsifal“, uno dei loro dischi più celebri e belli. Molti potrebbero non essere d’accordo nel definire questo disco come un concept album ma vi spieghiamo per quale motivo lo è, secondo noi. Il disco, facendo una rapida analisi a ritroso, risale al 1973 ed è il primo disco del gruppo senza Riccardo Fogli ma con il nuovo bassista Red Canzian. L’album vendette moltissimo, raggiungendo le 400mila copie, un numero decisamente valido e piuttosto importante.

Il personaggio di Parsifal nel ciclo di Re Artù

In questo caso il disco parte da Parsifal, quindi dal titolo (nonostante la canzone omonima sia solamente l’ultima e dura 10 minuti, come una suite). Parsifal è un personaggio che fa parte del ciclo arturiano ed è uno dei celebri Cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù. Lui infatti è uno dei pochissimi che riesce a vedere il Sacro Graal insieme a Galahad e Bors. Moltissime sono le storie che riguardano questo personaggio e molto diverse. Tante però le convergono sul fatto che sia un ragazzo cresciuto nella foresta e grazie alla sua purezza viene ammesso nella tavola di Re Artù. Ma cosa c’entra questo con i Pooh?

Il cambiamento di stile dei Pooh

La band di Roby Facchinetti era prima legata a tematiche che riguardavano temi adolescenziali e che avevano come tema focale l’amore. Stavolta i Pooh cambiano totalmente genere e si buttano in un mood molto più orchestrale, evocativo e con un’atmosfera decisamente particolare. Non si tratta quindi di un concept album tipicamente detto (come potrebbe essere Non al Denaro Non all’Amore Né al Cielo di Fabrizio De André). I Pooh cambiarono il concept dei testi, puntando molto di più su una atmosfera distorta ma al contempo poetica, senza fermarsi solamente nell’amore adolescenziale.

La ricerca di una nuova identità nei Pooh

I testi differiscono anche tra loro, per diversi motivi. Ed ecco che è qui che entra il particolare concetto di concept album che pensiamo noi. In questo caso i Pooh hanno cambiato stile e genere e quindi hanno cominciato a sviluppare una propria identità. I contributi dei vari membri e componenti del gruppo, sia dal punto di vista vocale e dall’arrangiamento, si sentono tutti in maniera ampia e profonda. La storia del concept album “Parsifal” è qualcosa di veramente bella e soprattutto importante non solo per i Pooh ma per il rock italiano.

Il riferimento a Richard Wagner

Non è neppure un caso che il gruppo sia presente in copertina vestito in abiti medioevali. Qui entra anche un altro elemento decisamente interessante, ovvero la vera ispirazione del disco. I Pooh hanno ammesso di essersi ispirati all’opera classica e lirica Parsifal di Richard Wagner. Ora, va detto che i temi musicali tipici del dramma di Richard Wagner non sono così tanto presenti, ma l’atmosfera particolare si percepisce eccome. È chiaro che va tutto adattato a un disco che nel suo genere si posiziona come un disco rock sinfonico e rock progressivo.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.