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Quali sono state le ultime parole scritte da Jimi Hendrix?

Deceduto il 18 settembre del 1970 in seguito ad un’intossicazione da barbiturici e da conseguente soffocamento da vomito, Jimi Hendrix ci ha lasciati forse troppo presto. In questo 2020 ricorre quindi il cinquantesimo anniversario della morte di uno dei più grandi chitarristi al mondo. Oggi vogliamo soffermarci proprio su questo aspetto, ripercorrendo l’ultimo giorno della sua vita e le ultime parole scritte da Jimi Hendrix prima di morire.

La parentesi negli States e il ritorno a Londra

Jimi Hendrix, dopo aver trascorso un periodo negli States, ritornò definitivamente a Londra in cerca di ‘tranquillità’ e serenità. La capitale del Regno Unito, però, in quel periodo offriva troppe tentazioni per un giovane, talentuoso e famoso chitarrista come Jimi Hendrix.

All’epoca il chitarrista di Seattle si frequentava già da tempo con una certa Monika Donnermann e, nel frattempo, cominciava a sentire la pressione del suo manager (Mike Jeffrey) e della sua etichetta discografica che premevano affinché pubblicasse qualcosa di nuovo. Il chitarrista di Seattle, a dirla tutta, era insoddisfatto di Mike Jeffrey e pensava che lo stesso solo derubando. La cosa peggiore, però, è che Jimi Hendrix in quel periodo si sentiva privato della cosa più importante della sua vita, la cosa per cui aveva combattuto sin dal primo momento: la libertà creativa.

“Sono così infelice in questo periodo -confessò una volta all’amico e batterista Rocky Issac- quel tizio, Jeffrey, vuole sempre e solo che suoni Foxey Lady e Purple Haxe. Vuole che ogni singolo pezzo somigli a quei due brani.”

Le continue pressioni

Insomma, Jimi Hendrix in quel periodo era continuamente sotto pressione e tutto ciò -oltre ad andare contro ogni fibra morale del suo corpo- cominciò ad influire anche sul suo umore. In questi ultimi mesi della sua vita, Hendrix trascorse la maggior parte del tempo a casa, con la sua ragazza, ad assumere droghe. Quella tragica sera, invece, la coppia andò ad una festa a casa di un amico e, Jimi, appariva particolarmente depresso. Durante la serata cominciò a lamentarsi dell’industria musicale, del suo manager ed esternò apertamente tutte le sue frustrazioni.

Una volta tornati a casa -stando al racconto della stessa Monika– il chitarrista di Seattle mangiò un sandwich al tonno e assunse una massiccia dose di tranquillanti. La mattina seguente la donna si svegliò e uscì a comprare le sigarette. Quando tornò, trovò Jimi Hendrix privo di sensi. Monika chiamò subito l’ambulanza ma, purtroppo, non c’era più niente da fare: alle 12:45 il chitarrista fu dichiarato morto.

Le ultime parole di Jimi Hendrix

Come riportato dal Guardian, le ultime parole di Jimi Hendrix furono: “I need help man”. Il chitarrista, quindi, era ben consapevole della sua condizione. Tempo dopo, inoltre, furono ritrovati dei versi scritti dal chitarrista la notte prima di morire, poco prima di coricarsi:

“The story of life is quicker than the wink on an eye. The story of love is hello and goodbye. Until we meet again” (La storia della vita è più veloce di un battito di ciglia. La storia dell’amore è ciao e addio. Finché non ci incontreremo di nuovo).

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)