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Queen: Ecco cosa si nasconde dietro Another One Bites The Dust

Another One Bites The Dust è uno dei brani più evocativi nella straordinaria discografia dei Queen. Come racconta anche il Biopic campione d’incassi del 2018, Bohemian Rhapsody, l’iconica traccia nacque nel corso di una sessione d’incisione in studio, quando il leggendario frontman del gruppo, Freddie Mercury, propose agli altri membri di discostarsi dalle sonorità tendenti al Rock con cui avevano infiammato i palchi di tutto il mondo, per avventurarsi, seppur temporaneamente, in qualcosa di completamente diverso. In quell’occasione i Queen cominciarono a sperimentare sulle tendenze del momento con cui, gli artisti di spicco sulle scene, spopolavano nei club di caratura più elevata.

Fu proprio allora che i Queen si spinsero oltre il proprio sound di riferimento, dando vita alle ritmiche di stampo Funky di Another One Bites The Dust; basandosi sul potentissimo giro di basso firmato da John Deacon e, ovviamente, sulla voce travolgente di Freddie Mercury. Quando la traccia svettò nelle classifiche internazionali, le intuizioni di Mercury si rivelarono più che corrette. Il merito del successo di Another One Bites The Dust, ovviamente, va principalmente attribuito a John Deacon che, isprandosi al famoso gruppo funk statunitense degli Chic, ha regalato al brano un dinamismo impressionante. Attraverso il brano, i Queen seppero affermarsi su una scena particolarmente interessante per i giovani. Ciò nonostante, Another One Bites The Dust portò non pochi problemi alla band, a causa dei presunti messaggi subliminali presenti nel brano.

I presunti messaggi subliminali nascosti dai Queen in Another One Bites The Dust

Come detto, i Queen vennero accusati di aver inserito dei messaggi subliminali all’interno della loro hit Another One Bites The Dust. Alcuni fondamentalisti cristiani, criticarono la band di Freddie Mercury, ritenendo che, ascoltando la traccia al contrario, si udissero frasi inneggianti al consumo di marijuana. Con l’avvento di Youtube, nel Terzo Millennio, qualcuno ha riportato in auge la questione, pubblicando un video in cui sarebbe possibile constatare la veridicità delle accuse. I Queen, comunque, non sono stati il primo gruppo a subire le illazioni delle comunità conservatrici. Negli anni ’60, scovare i messaggi nascosti dalle band nei dischi divenne un vero e proprio trend.

Dai Led Zeppelin ai Black Sabbath, fino ad arrivare ai Beatles; la lista di artisti accusati di aver inserito messaggi subliminali della natura più disparata all’interno delle loro hit più iconiche è davvero lunghissima. Tornando alla band di Freddie Mercury, comunque, il primo a muovere queste accuse nei loro confronti fu Michael Mils, un pastore cristiano del Michigan che, sin dal 1981, tentava di “mettere in guardia” gli ascoltatori dai messaggi satanici inseriti nelle canzoni Rock. Nel suo programma, il pastore attaccò gran parte dei mostri sacri della musica, dagli Eagles ai Rolling Stones e Fleetwood Mac. Quando toccò ai Queen, Mils non si risparmiò; accusandoli di essere inclini al satanismo; visti i versi di Bohemian Rhapsody e, di spingere i giovani al consumo di marijuana attraverso la loro hit del 1980.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.