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Freddie Mercury, Brian May: “I giornali hanno mentito sulla sua morte perché…”

Freddie Mercury è stato certamente uno dei più grandi cantanti e performer nella storia della musica. La misura del suo talento si conta sui punti – ancora avvolti dal mistero – che ammantano la sua figura. Gli amici e gli affetti più cari del cantante dei Queen, hanno sempre confermato come Freddie avesse due personalità totalmente diverse – a seconda che stesse sopra o fuori da un palco. I media – che di lui conoscevano solo il personaggio – hanno iniziato a costruire una fitta rete di speculazioni e menzogne, dopo la sua morte. Scopriamo, in questo articolo, la più grande bugia su Freddie Mercury.

QUEEN, L’INTERVENTO DI BRIAN MAY E ROGER TAYLOR DOPO LA MORTE DI FREDDIE MERCURY

Ad una settimana di distanza dalla morte di Freddie Mercury – avvenuta il 24 Novembre del 1991 – i suoi compagni di band dei Queen appaiono nel programma televisivo del mattino TV-AM. Brian May e Roger Taylor sono intenzionati a smentire le numerose speculazioni create dai media intorno alla figura del cantante.

Roger Taylor esordisce, chiamando alcuni giornalisti “Diabolici malati…hanno inventato delle cose perché non potevano accedere all’interno – ha continuato, furioso, il batterista britannico – Freddie è stato perseguitato per gli ultimi 18 mesi della sua vita. Era un prigioniero nella sua stessa casa”.

FREDDIE MERCURY, L’ULTIMO PERIODO DELLA SUA VITA A GARDEN LODGE

Freddie Mercury trascorre infatti l’ultimo periodo della sua breve esistenza nella dimora di Garden Lodge, circondato solamente dagli affetti e dagli amici più cari. Un ristretto circolo di persone – del quale fanno parte anche Mary Austin, Jim Hutton e Elton John – si alterna attorno al suo capezzale, in turni ben precisi, per non lasciarlo mai solo.

“E’ tutto falso. La storia reale deve essere raccontata in qualche modo. – aveva continuato a dire Brian May, a distanza di una settimana dalla morte del cantante – i giornali sono pieni di varie cose, piuttosto irrilevanti sul funerale e tutto il resto”. La stampa dell’epoca, aveva infatti messo in circolo l’idea che Freddie Mercury fosse morto in una solitudine promiscua e vuota.

LA VERITA’ SULLA MORTE DI FREDDIE MERCURY

“Questo ci ha fatto infuriare.– ha confermato Brian Mayovviamente non era promiscuo. Ovviamente non era consumato dalle droghe. […] Era una persona estremamente generosa e amorevole…quando passava da una relazione all’altra era sempre consapevole dell’effetto che stava avendo sulla vita delle persone”.

“E’ stato frustrante leggere alcune delle cose riportate dalla stampa. – gli ha fatto eco Roger TaylorNessuno sa veramente cosa è successo. Inoltre, lui era una persona veramente riservata. Avevano tutte le notizie sbagliate. Hanno tralasciato il punto di come lui fosse nella vita privata. Era una persona timida, gentile, premurosa. Non era il personaggio che tirava fuori sul palco”.

BRIAN MAY, LE PAROLE SUGLI ULTIMI MOMENTI DI FREDDIE MERCURY

Brian May – storico chitarrista dei Queen e attuale compagno di band di Roger Taylor e Adam Lambert – ha chiarito definitivamente la storia riportata dai media.

“Non è morto da solo. E’ scomparso mentre aveva una relazione stabile e felice che le persone non hanno pensato fosse giusto riportare. – ha detto il chitarrista – […] Nessuno ha detto che c’erano tre persone con lui alla fine. Nessuno lo ha menzionato”. May si riferisce ovviamente a Jim Hutton, Joe Fanelli e l’assistente personale di Freddie, Peter Freestone.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.