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Queen: Quella volta che la band collaborò al film di Flash Gordon

Era l’8 dicembre del 1980 quando i Queen, rilasciarono il loro nono album in studio. Il disco, intitolato Flash Gordon, venne pubblicato dalla EMI, in formato LP, MC e Stereo8. Si tratta, in realtà, di una colonna sonora, composta dal gruppo, per l’omonimo film fantascientifico, ispirato al celeberrimo fumetto del 1934, ideato da Alex Raymond. La storia vuole che il produttore Dino De Laurentis, avesse chiesto a Freddie Mercury e soci di comporre la soundtrack per il film all’inizio del 1980.

A differenza del loro lavoro precedente, The Game, Flash Gordon presenta una serie di notevoli cambiamenti in termini stilistici e compositivi. La musica inclusa nel disco, infatti, si discosta molto dall’opera Rock classica con cui i Queen avevano, fino ad allora, dominato il mondo. Fu il produttore tedesco Reinhold Mack ad introdurre i Queen alla tecnologia dei sintetizzatori; fino ad allora esecrata dal gruppo. Gli unici due brani di stampo più tradizionale, sono Flash’s Theme e The Hero. L’album, nella sua interezza, si compone di brani d’atmosfera, alternati ad ampi spezzoni di dialoghi tratti dalla pellicola.

Le idee per il disco nacquero in un clima al quanto controverso, madido di opinioni contrastanti. Il batterista dei Queen, Roger Taylor, si proclamò, sin da subito, entusiasta a dover creare la colonna sonora di Flash Gordon, essendone stato un grande fan durante l’infanzia. I restanti membri della band, si rivelarono al quanto titubanti, visti i veloci ritmi di lavoro con cui davano vita al loro ottavo album e l’imminente inizio di una estenuante kermesse promozionale per The Game. Lo stesso De Laurentis, inoltre, rivelò di non aver mai sentito parlare dei Queen e che gli fossero stati, semplicemente, raccomandati.

I Queen lavorarono a Flash Gordon in segreto

Per lavorare alla soundtrack di Flash Gordon, ai Queen vennero messi a disposizione solo 20 minuti del girato. La band capitanata da Freddie Mercury dovette basarsi su quello stralcio brevissimo per dare vita ad una colonna sonora degna del prestigio del gruppo. Inoltre, gli fu dato pochissimo tempo per comporre i brani e recarsi in studio ad inciderli. Considerando che, in quello stesso periodo, i Queen erano coinvolti nelle fasi d’ultimazione, il rilascio ed il conseguente tour promozionale di The Game. Alla fine, Freddie Mercury e soci, ebbero a disposizione solo sei settimane per dare vita al disco.

I Queen non si persero d’animo. Registrarono tra Townhouse, Advision, The Music Center ed Utopia, mentre le sezioni orchestrali, furono incise all’Anvil Studios, sotto la supervisione di Howard Blake. Fu la prima ed unica volta che un album dei Queen, fosse co-prodotto dal loro chitarrista, Brian May. Alla fine, il gruppo scelse di pubblicare il disco come un album ufficiale dei Queen e non come un progetto collaterale, non riconosciuto nella discografia della band.

 Il responso del pubblico

Il disco si compone, come detto, quasi esclusivamente da brani strumentali; divenendo una sorta di suite, nel corso della quale, l’immensa identità artistica dei Queen, esplode in un tripudio orchestrale all’avanguardia; grazie alle inflessioni elettroniche, conseguenza dell’utilizzo, quasi spasmodico, fatto dei sintetizzatori. All’epoca delle incisioni, Roger Taylor ed il produttore Mack erano particolarmente propensi all’utilizzo di questa tecnologia in studio; in particolare, il batterista, ne aveva già fatto uso nei suoi dischi solisti.

Alla sua uscita, Flash Gordon raccolse pareri controversi. In molti credettero fosse una colonna sonora straordinaria ed unica nel suo genere, vista la profondissima espressività che ha reso immenso ed inconfondibile il sound dei Queen. Altri, invece, non colsero gli aspetti più visionari dell’opera, reputando le sezioni strumentali eccessive e, talvolta, fastidiose. In termini di vendite, Flash Gordon fruttò ai Queen una buona dose di successo in Gran Bretagna, mentre diede luogo al primo, vero, tracollo del gruppo negli Stati Uniti. L’unica traccia estratta dal disco a ricevere una discreta approvazione da parte del pubblico nordamericano fu Flash’s Theme, vista la sua avvezione al tipico sound della band.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)