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Queen: Quella volta che rovinarono uno show di Paul McCartney

Lo spettacolare Biopic campione d’incassi del 2018 sui Queen, Bohemian Rhapsody, ha riportato la storica band di Freddie Mercury sulla bocca di tutti, portando migliaia di giovani ad avvicinarsi al mondo del Rock e alle grandi gesta di Mercury, May, Deacon e Taylor. Come quasi tutti, ormai, sanno, il film si conclude con le straordinarie scene di Freddie Mercury, interpretato da Rami Malek, al Live Aid del 1985, attraverso il quale i Queen salirono sul tetto del mondo rubando la scena a gran parte degli artisti di punta del panorama musicale di quegli anni.

Sul palco del Live Aid si alterarono alcuni dei nomi più altisonanti del Rock e, sebbene tutti ricordino i leggendari 25 minuti dei Queen; sono davvero in pochi a tenere in mente quanto, alcune esibizioni siano state discutibili o, addirittura, disastrose.

Quello del Live Aid, in effetti, fu uno show molto difficile da attuare con il 100% del successo. Il lasso di tempo limitato che i musicisti avevano a disposizione, non permetteva alla maggior parte di loro di esprimere le proprie capacità a pieno; ciò nonostante, non fu il fattore temporale a rovinare lo show dell’ex colonna portante dei Beatles ,Paul McCartney. Gli artefici involontari della malriuscita dello spettacolo del bassista dei Fab Four, infatti, furono proprio i Queen.

Perché i Queen rovinarono lo show di Paul McCartney?

Nel libro “La versione di Paul”, l’autore Paul Du Noyer racconta com’è andata secondo il punto di vista di McCartney. Nel libro, Paul racconta: Il Live Aid fu un incubo per me, il microfono smise di funzionare e non me ne accorsi subito. Venimmo a sapere che la colpa dei malfunzionamenti era dei tecnici dei Queen e io non avevo portato nessun membro dello staff con me, ero solo. Ero in mondovisione e non sentivo il piano – ha continuato – pensai che in TV il suono sarebbe stato colto alla perfezione. Decisi di non pensarci e andare avanti, ma il pubblico era stranamente freddo e i tecnici in totale subbuglio”
“Nel frattempo – ha detto – una metà di me stava cantando Let It Be, mentre l’altra cercava di auto-rassicurarsi. Verso la metà del brano, i tecnici risolsero il problema e il pubblico cominciò a cantare. In quell’occasione, Bob Geldof, David Bowie, Alison Moyet e Pete Townshend avrebbero dovuto raggiungermi sul palco per cantare l’ultimo ritornello, ma non arrivò nessuno a causa dei problemi tecnici. Fu uno spettacolo disastroso e qualche giorno dopo venni convocato per doppiare la mia esibizione per la versione Home Video che avrebbero rilasciato del Live Aid”.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)