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Queen: la storia dell’accusa di plagio contro Vanilla Ice

La tecnica del campionamento dei brani si affermò prepotentemente sulla scena musicale degli anni ’90. Ad oggi, il sampling è un metodo particolarmente utilizzato nella costruzione delle strumentali nell’Hip Hop; negli anni in cui esordì, però, il campionamento non venne visto di buon occhio e venne regolamentato da un protocollo legale al quale ogni artista doveva sottoporsi nel momento in cui sceglieva di riutilizzare una parte dell’opera di un altro musicista.

All’inizio degli anni ’90, però, il dilagare incontrollato di questa tendenza non permise di arrivare alle giuste considerazioni in termini legislativi, lasciando numerose contese tra gli artisti di spicco del panorama dell’epoca, in sospeso. Fu così, che i Queen vennero messi al corrente del fatto che la celeberrima linea di basso concepita da John Deacon per l’iconica Hit Under Pressure, fosse stata utilizzata dal rapper Vanilla Ice per il suo singolo, intitolato Ice Ice Baby.

La diatriba tra i Queen e Vanilla Ice è stata sordida, spesso ha assunto fattezze ironiche e; si è protratta per un lungo lasso di tempo. Certamente, non sapremo mai quale sia stata, realmente, la reazione di Freddie Mercury quando ha ascoltato Ice Ice Baby per la prima volta. Ci viene, però, in aiuto, l’assistente del compianto leader dei Queen, Peter Freestone che, ne ha fornito uno scenario più o meno approfondito attraverso il suo sito ufficiale.

Freddie Mercury credette di ascoltare il brano dei Queen

Freestone scrive che, inizialmente, Freddie Mercury ha creduto di ascoltare Under Pressure. In ogni caso, sembrerebbe che il cantante dei Queen non si sia mai dimostrato in disappunto per la canzone. “Ha continuato a mangiare la sua colazione quando all’improvviso si è fermato”, scrive l’assistente. “All’inizio credevo ci fossero dei problemi col cibo, ma quando gliel’ho chiesto, lui mi ha semplicemente detto di star prestando attenzione al brano. Poi Freddie mi ha sorriso, dicendo di non riuscire a credere a ciò che stesse ascoltando, definendola una sfacciata imitazione.

Successivamente, Mercury ha chiamato il manager della band, Jim Beach spiegando che, secondo lui, l’imitazione fosse la più alta forma d’ammirazione, come da proverbio. Eppure, le cose non hanno preso esattamente questa piega visto che, il rilascio del singolo, ha fruttato al rapper uno slancio non indifferente sulle scene; portandolo in vetta sulle classifiche di quegli anni. Poco dopo, il mito di Vanilla Ice si è dissolto in un cumulo di rivelazioni imbarazzanti; trascorrendo gran parte dei suoi anni a tentare di risolvere i dissidi nati dal campionamento di Under Pressure.

Reduci dalla morte del loro cantante, i membri sopravvissuti dei Queen non hanno mai riservato parole di grazia o redenzione per il rapper. Mentre il Duca Bianco, David Bowie, scelse di tenersi fuori dalla faccenda, Brian May e Roger Taylor avviarono lunghe e complesse procedure legali, a far fronte del plagio subito. Nel 1993, il chitarrista dei Queen intraprese il sentiero della diplomazia. Nel corso di un’intervista rilasciata all’Howard Stern Show, May dichiarò di non portare rancori nei confronti di Vanilla Ice e che, l’utilizzo del brano per la creazione di Ice Ice Baby, avesse fruttato ai Queen una discreta visibilità tra i giovani.

 Le più grandi condanne per plagio nella storia della musica

La storia della musica presenta alcune singolari sfaccettature. Tra queste le accuse di plagio da parte degli artisti più disparati, ai danni, talvolta, di mostri sacri del genere ai quali appartengono. È, quindi, il caso di ricordare, ad esempio, di quella volta in cui il cantautore pugliese Al Bano citò in giudizio il Re Del Pop, Michael Jackson, vincendo la causa. Citato per aver plagiato il brano I Cigni Di Balaka del 1987, trasformandolo nella hit del 1993 Will You Be There, la cassazione decise di diminuire la cifra richiesta da Al Bano di 5 miliardi del vecchio conio, a soli 4 milioni, a patto che Jackson si offrisse di duettare con il cantautore. Il Re Del Pop scelse di esimersi dalla collaborazione risarcendo l’intero importo.

Nel 1997, i Verve pubblicano la traccia Bitter Sweet Simphony che, come sappiamo, li consacrò alla storia della musica. Una hit da classifica che, negli anni, si è rivelata un caposaldo della cultura popolare moderna. Se solo non fosse che, a scagliarsi contro l’apparentemente incontrastato successo della band, siano stati gli immensi Rolling Stones che, accusarono i Verve di aver copiato il brano del 1965, The Last Time. La diatriba si concluse con i Verve condannati a rinunciare al 50% dei diritti del brano; la pena aumentò, in un secondo momento al totale delle royalties. Gli Stones rifiutarono ai diritti nel 2019, mettendo definitivamente un punto ad una controversia dalla portata mastodontica.

Si conclude con un lieto fine, invece, una delle più grandi controversie mai viste nella storia della musica. Il caso di Stairway To Heaven dei Led Zeppelin è stato chiuso da pochissimo tempo, vedendo la band di Robert Plant e Jimmy Page vittoriosa e libera dalle accuse. Il dibattito si aprì nel 2016 e vedeva gli Zeppelin colpevoli di aver plagiato il brano Taurus degli Spirit, band californiana attiva dagli anni ’60. Non riuscendo a stabilire con certezza che Plant e soci avessero attinto dal brano per scrivere l’intramontabile classico preso in esame, la Corte ha scagionato i Led Zeppelin dalle accuse imputategli in precedenza.

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)