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Quella volta che Bob Dylan si arrabbiò con Mogol

Mogol è uno dei parolieri più importanti della musica leggera. Lo conosciamo tutti per i testi che ha scritto. Memorabile il suo sodalizio con Lucio Battisti, con cui compose canzoni che hanno fatto la storia della musica. Mogol ha sempre inserito aspetti della sua vita nelle sue canzoni. Pensiamo a I giardini di Marzo, un capolavoro in cui di fatto narra la sua infanzia ai tempi del Dopo Guerra. Oltre a scrivere testi per tantissimi artisti, però, il paroliere è stato anche traduttore. Mogol ha anche tradotto Bob Dylan. Proprio questo avvenimento fece sì che ci fosse uno scontro tra i due.

La traduzione di Blowin’ in the wind

Mogol tradusse Bob Dylan innanzitutto con una versione italiana del suo capolavoro, Blowin’ n the Wind. Questa divenne La risposta è caduta nel vento e venne cantata da Luigi Tenco. Il senso del brano venne effettivamente modificato in parte, non potendo con una traduzione conservare l’originalità e la profondità di un testo così importante e curato. Sappiamo bene che Blowin’ non significa cadere.

Quante le strade che un uomo farà
E quando fermarsi potrà?
Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar
Per giungere e per riposar?
Quando tutta la gente del mondo riavrà
Per sempre la sua libertà?
Risposta non c’è, o forse chi lo sa
Caduta nel vento sarà.

Ballad of a Thin Man e la scenata di Bob Dylan

Mogol tradusse anche altre canzoni di Dylan, ad esempio Like a Rolling Stone che divenne Come una pietra che rotola e venne cantata da Gianni Pettenati oppure Mister Tambourine Man che divenne Mister Tamburino, brano di Don Backy.

Ehi mister tamburino,
suona per me,
non ho sonno e non ho posti dove andare.
Ehi mister tamburino,
suona per me,
che la notte sta gia quasi
per finire.

Cammineremo fino a quando
tu lo vorrai,
tu davanti e io dietro a te
verso un mondo che non c’è,
che tu inventerai per me,
ho bisogno sai,
qualcosa da sognare.

Aveva tradotto anche Ballad of a thin man. Mogol racconta in un’intervista a La Stampa che Dylan prese molto male questa traduzione. Addirittura gli stracciò davanti il testo. Effettivamente Mogol ammise di non aver ben capito il testo, ma comunque ebbe un ottimo approccio finale con Bob Dylan. Il cantautore aveva comunque mostrato una certa attenzione nei suoi confronti. Riusciamo davvero ad immaginare Dylan che volto dalla rabbia straccia un testo? Siamo abituati a vederlo fin troppo calmo e schivo. Evidentemente anche lui può arrabbiarsi e con un italiano poi.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)