Quella volta che George Harrison fu aggredito: “Mi sono salvato grazie a…”

Nel corso della sua carriera, George Harrison ha affrontato tante difficoltà e tanti momento incredibilmente particolari che, in alcune occasioni, l’hanno portato addirittura vicino alla morte. Il Beatle è stato molto vicino alla morte nell’ambito di un’aggressione che avvenne alla sua abitazione; l’aggressore, un tossicodipendente con la passione per la musica, credeva che i Beatles fossero dei demoni e decise, allora, di uccidere George Harrison. Se il musicista si è salvato, al di là di quanto si possa parlare di miracoli, è solo grazie a una parola che è stata da lui pronunciata. Vogliamo parlarvi di quella volta che George Harrison fu aggredito. 

La storia dell’aggressione a George Harrison

La storia della musica ha conosciuto, in una delle sue pagine più incredibili e pericolose, una incredibile aggressione, che avvenne il 30 dicembre del 1999. La vittima fu George Harrison, che riuscì a salvarsi per miracolo, nonostante la lama di un pugnale che gli fu puntata a pochi millimetri dal cuore; l’aggressore, invece, era Michael Abram, un 33enne che abitava vicino Liverpool e che abusava di metadone perchè tossicodipendente.

La madre, che ha parlato di lui a seguito dell’aggressione, ha dichiarato che l’uomo credeva che i Beatles fossero dei demoni, così come gli Oasis, e allora aveva deciso di uccidere i suoi membri. Il 1980 aveva già conosciuto la morte di John Lennon e, in qualche modo, la storia sembrava ripetersi: George Harrison, però, riuscì a salvarsi.

Le dichiarazioni di George Harrison sull’aggressione

George Harrison ha raccontato di come sia riuscito a salvarsi dall’aggressione che ha messo a serio rischio la sua vita, descrivendo in modo incredibilmente lucido la dinamica del quasi omicidio. Queste sono state le sue dichiarazioni in merito: “Dopo avere udito il rumore di vetri che si rompevano in casa mi sono alzato dal letto e sono sceso al piano di sotto della mia abitazione. Poi ho visto una persona correre verso di me con un coltello e una sbarra, e fermarsi nel mezzo della stanza, gridando qualcosa come: ‘Mettiti in ginocchio, sai cosa ti aspetta’.” 

George Harrison ha raccontato di come è riuscito a salvarsi: “Ho pensato di gridare anch’io, per distrarlo e confonderlo. Ho urlato: ‘Hare Krishna, Hare Krishna’, poi sono corso al piano di sopra, ma ad un certo punto mi sono visto bloccato, quindi ho deciso di attaccarlo per difendere mia moglie e mia suocera. Ho un ricordo vivissimo del coltello che mi raggiunge al petto e del sangue che schizza sulla mia bocca. Sentivo le forze che mi abbandonavano e sentivo il rumore dell’aria che usciva dal mio petto. Ho pensato che sarei morto. Lui è riuscito a rotolare su di me e mi accoltellava, ed io mi difendevo con le mani. C’era sangue ovunque. Mia moglie è arrivata e lo ha colpito con una sbarra, ma questo non ha avuto effetto, anzi lui si è alzato e l’ha inseguita in un’altra stanza. Mentre tentava di strangolarla con un filo elettrico, è riuscita a colpirlo con una lampada. Lui è caduto, io sono arrivato e sono riuscito a togliergli il coltello dalle mani. Ma lui ha afferrato la lampada ed è riuscito a colpirmi alla testa, e abbiamo ricominciato a lottare. Poi ho sentito delle voci: era la polizia”.

Share

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.