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Quella volta che i Beatles videro i Pink Floyd in concerto

Pink Floyd e Beatles rappresentano due entità artistiche e musicali di grandissimo livello, che hanno contribuito a fare la storia della musica per motivi differenti. Per quanto la realtà discografica e culturale fosse molto differenti, non sono mai mancate parole di elogio e ammirazione da parte di entrambe le parti prese in considerazione, che si sono ispirate a vicenda in un momento particolarmente floridi per la storia della musica. E se molto spesso vi abbiamo parlato di quanto l’ispirazione dei Beatles sia stata fondamentale per i Pink Floyd, in questo caso facciamo il contrario. Vi parliamo di quella volta che i Beatles si ispirarono ai Pink Floyd, dopo averli visti in concerto nel 1967.

Il 14 Hour Technicolor Dream e l’esibizione dei Pink Floyd

Il concerto dei Pink Floyd che vide la presenza, in quanto a spettatori, dei Beatles è stato il Il 14 Hour Technicolor Dream, tenutosi il 29 aprile 1967 a Londra. Il concerto vide la presenza di una serie di artisti, tra i quali: The Crazy World of Arthur Brown, Soft Machine, the Move, Tomorrow, The Pretty Things, Jimmy Powell & the Five Dimensions, Pete Townshend, John’s Children, Alexis Korner, Social Deviants, The Purple Gang, Champion Jack Dupree, Graham Bond, Savoy Brown, Ginger Johnson, The Creation, Denny Laine, The Block, The Cat, The Flies, Charlie Browns Clowns, Glo Macari and the Big Three, Gary Farr, The Interference, Jacobs Ladder Construction Company, Ron Geesin, Lincoln Folk Group, Mike Horovitz, Poison Bellows, Christopher Logue, Robert C. Randall, Suzy Creamcheese, Sam Gopal’s Dream, Giant Sun Trolley, Simon Vinkenoog, Jean Jaques Lavel, the Stalkers, Utterly Incredible Too Long Ago To Remember Sometimes Shouting At People, Barry Fantoni, Noel Murphy, Dick Gregory, Graham Stevens e Yoko Ono. Tra questi ci furono, chiaramente, anche i Pink Floyd, i veri e propri headliner del concerto. 

Le dichiarazioni di Roger Waters sui Beatles

A proposito della grande ammirazione che i Beatles hanno provato per i Pink Floyd, è fondamentale sottolineare che questa stessa era reciproca e che i Pink Floyd hanno percepito come i Beatles fossero fondamentali per la loro carriera, e per il loro grande impatto artistico.

A tal proposito, vogliamo citarvi le dichiarazioni di Roger Waters sui Beatles: “Mi ricordo quando è stato pubblicato Sgt. Pepper’s. Abbiamo deciso di accostare la macchina e di stare lì ad ascoltarlo. Qualcuno suonava l’intero disco alla radio e mi ricordo che noi stavamo lì ad ascoltare completamente intontiti. Da quel momento credo che sia cambiato il mio approccio alla fase di composizione e scrittura. Credo di aver imparato le mie prime lezioni musicali dalle leggende del blues come Huddie Ledbetter e Bessie Smith, ascoltavo anche un sacco di jazz e Woody Guthrie. Ma ho imparato moltissimo anche dalla musica di protesta soprattutto quando ero molto giovane. Ora devo dire che da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr ho capito che era giusto se anche noi scrivessimo delle nostre vite, del modo in cui ci sentivamo, in modo da poterci finalmente esprimere. Abbiamo capito che avremmo potuto essere degli artisti liberi ed in quella libertà c’era una grande valore”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.